Fioramonti si dimette, Morra al suo posto? Le voci sull’addio al M5s ma non a Conte: con 10 deputati verso il “partito” del premier

Potrebbe essere questo il primo passo verso la nascita di un nuovo soggetto politico all’interno della maggioranza

Alla fine il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti la promessa l’ha mantenuta. Dopo aver annunciato fin da subito che, nel caso in cui non ci fossero stati sufficienti stanziamenti alla scuola, si sarebbe dimesso, la sera di Natale il ministro 5stelle ha consegnato al premier Conte la sua lettera di dimissioni.


Sul suo successore si rincorrono le voci che puntano al senatore M5s Nicola Morra, oggi presidente della Commissione Antimafia. Fuori dal governo, Fioramonti andrà a sedere tra i banchi di Montecitorio, ma secondo le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, non sarà accanto ai colleghi grillini.

Il ministro dimissionario potrebbe guidare una pattuglia di deputati pronti a lasciare il gruppo Cinque stelle, almeno dieci, per confluire temporaneamente nel gruppo Misto. Fioramonti e i transfughi grillini continuerebbero a sostenere il governo, formando anzi un gruppo che farebbe riferimento direttamente al premier Giuseppe Conte. Secondo il Messaggero, sarebbero già pronti a passare con Fioramonti i deputati De Toma, Cataldi, Aprile, Angiola, Rospi, Rossini, Rachele Silvestri

Potrebbe essere questo il primo passo verso la nascita di un nuovo soggetto politico all’interno della maggioranza, proprio quel possibile “partito del premier” che a periodi alterni è riemerso nei retroscena dei quotidiani degli ultimi mesi.

Cosa ha costretto il ministro a dimettersi

«La scuola in questo Paese avrebbe bisogno di 24 miliardi. I 3 miliardi che io ho individuato, non sono la sufficienza, ma rappresentano almeno la linea di galleggiamento», aveva detto il 12 dicembre a Trieste, a margine del vertice dei ministri della ricerca. Qualche giorno dopo la definitiva approvazione della legge di Bilancio con voto di fiducia, Fioramonti avrebbe tirato le sue conclusioni.

Le dimissioni potrebbero essere ufficializzate già nelle prossime ore – una decisione che arriva poco dopo l’annuncio della creazione dei premi intitolati a Giulio Regeni.

Il ministro 5stelle avrebbe deciso di mantenere la parola data (dopo la sfida lanciata alla vigilia di Natale dal segretario della Lega Matteo Salvini) e di fare un passo indietro. Ma quali e quanti sono sono i principali fondi destinati all’istruzione nella manovra 2020?

La scuola

Sul piano generale, sono previsti 100 milioni di euro ( per ciascuno degli anni dal 2020 al 2021) per il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione.Al Miur sono stati destinati 10 milioni di euro per il 2023 per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. 40 milioni sono stati destinati anche per un piano nazionale di interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico.

Per quanto riguarda le attività interne alla scuola, sono stati previsti degli stanziamenti per l’aumento del personale di sostegno: 12,06 milioni nell’anno 2020, 54,28 milioni nell’anno 2021 e 49,75 milioni a decorrere dall’anno 2022.

Per la formazione dei docenti in merito all’inclusione scolastica, invece, sono previsti 11 milioni di euro, ma solo per il 2020 . Dal 2020 al 2022, invece, è previsto un milione di euro l’anno finalizzati al potenziamento della qualificazione materia di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

30 milioni di euro annui saranno destinati al Fondo unico nazionale, mentre è stato ridotto (da € 25,8 mln) a € 11,6 milioni il limite di spesa per svolgere attività di tutor nei corsi di laurea in scienze della formazione primaria (art. 1, comma 605). Due milioni di euro saranno destinati, invece, all’innovazione digitale nella didattica nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

La ricerca

Nella manovra è stata istituita l’Agenzia nazionale della Ricerca, con un rispettivo fondo di partenza (25 milioni di euro nel 2020, che diventano 300 milioni annui a decorrere dal 2022), e uno specifico organico (34 unità complessive di cui tre dirigenti di seconda fascia). Il suo compito non sarà di coordinamento e indirizzo dell’attività di ricerca di Università, enti e Istituti di ricerca pubblici.

Le risorse per la realizzazione del Piano di stabilizzazione del personale precario del CREA sono aumentate di 2,5 milioni di euro anni (da 20 milioni a 22,5 milioni di euro).

L’università

Il Fondo destinato al finanziamento ordinario delle università equivale a 5 milioni di euro nell’anno 2021, 15 milioni nel 2022, 25 milioni nel 2023, 26 milioni nel 2024, 25 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026, e 46 milioni annui a partire dall’anno 2027.

La somma destinata alle borse di studio è aumentata di 31 milioni di euro per l’anno 2020, anziché 16 milioni come previsto in precedenza. Per quanto riguarda i contratti di formazione specialistica in medicina, nello specifico, i fondi sono di 5,425 milioni di euro per l’anno 2020, 10,850 milioni di euro per l’anno 2021, 16,492 milioni di euro per l’anno 2022, 22,134 milioni di euro per l’anno 2023 e 24,995 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024.

Per quanto riguarda l’ammissione alle scuole di specializzazione nell’area sanitaria, sono previsti altri 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, e altri 26 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022.

Un milione di euro all’anno in più alle università è stato previsto per inserire (o potenziare) nell’offerta formativa i corsi di studi di genere. Nel 2020 arriva anche 1 milione di euro destinato a finanziare le trasmissioni radiofoniche universitarie. Un totale di 11,5 milioni di euro sono stati destinati alle scuole di alta formazione musicale e artistica.

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