Medio Oriente, «Nessun ritiro dei soldati italiani»: Conte chiede una «missione europea» per fermare l’escalation

Per quanto riguarda i militari italiani impegnati in Medio Oriente, Conte ammette preoccupazione, ma non parla di alcun ritiro

Giuseppe Conte non ci sta e a chi definisce debole la posizione dell’Italia sulla crisi in Medio Oriente risponde che «ci vuole molta cautela». «In questo momento tutta la nostra attenzione deve essere concentrata ad evitare ulteriore escalation». Per questo chiede un’azione europea «forte e coesa», dice in un’intervista a La Repubblica.

Il silenzio del premier, subito dopo l’uccisione da parte degli Stati Uniti di Soleimani, ha richiamato qualche critica. «Stiamo parlando di vicende delicate e complesse, per essere valutate richiedono anche informazioni di intelligence decisive per pesare tutti gli elementi», replica Conte.

Per quanto riguarda i militari italiani impegnati in Medio Oriente, Conte ammette preoccupazione, ma non parla di alcun ritiro. «L’Italia è presente in Iraq nel quadro della coalizione antiterrorismo. Faremo il possibile per garantire la sicurezza dei nostri militari». E torna a chiedere una «missione europea» per fermare l’escalation.

Rimanda al mittente anche le accuse di debolezza sull’altro fronte aperto: quello libico. «Nessuna vaghezza, solo coerenza», assicura Conte. Per quanto riguarda poi la politica interna, il premier chiede «responsabilità» a tutte le forze di maggioranza. Ammette che le fuoriuscite dal M5s «non lo rallegrano».

Su Autostrade invece parla di «negligenze gravi e imperdonabili» e promette: «Stiamo per chiudere il dossier. Ci confronteremo nella maggioranza perché tutti siano coinvolti».

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