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I Paesi Bassi si scusano con gli ebrei per il ruolo del governo durante la seconda guerra mondiale

26 Gennaio 2020 - 19:59 Redazione
epa08166493 Dutch Prime Minister Mark Rutte (R) embraces chairman Jacques Grishaver of the Dutch Auschwitz Committee at the Auschwitz Never Again monument during the National Holocaust Remembrance in Amsterdam, the Netherlands, 26 January 2020. Rutte apologised to the Holocaust survivors for the attitude of the Dutch government during the World War II.  EPA/EVERT ELZINGA
È la prima volta nella storia che gli olandesi si scusano per le persecuzioni contro gli ebrei
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«Mi scuso a nome del governo per le azioni del governo di allora, ora che gli ultimi sopravvissuti sono ancora tra noi». A dirlo è il primo ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, a margine della cerimonia commemorativa delle vittime dell’Olocausto ad Amsterdam. 

«Dobbiamo riconoscere a pieno ciò che è accaduto all’epoca», ha detto Rutte, parlando al memoriale di Nooit meer Auschwitz nel parco di Wertheim ad Amsterdam.

«Quando un gruppo di connazionali venne messo da parte, escluso e disumanizzato sotto un regime omicida, il nostro Paese ha fallito», ha proseguito il primo ministro. Nei Paesi Bassi, prima della Shoah, erano presenti 140mila ebrei: 102mila persone non sopravvissero. 

«Spetta a noi, alle generazioni del dopoguerra, continuare a commemorare e a onorare i morti», ha chiosato infine Rutte. Le scuse di Rutte sono state accolte dalla comunità ebraica, malgrado lo stesso primo ministro, nel 2012, avesse affermato che non vedeva il motivo per cui il governo olandese avrebbe dovuto scusarsi per quanto fatto nei confronti degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

EPA / Evert Elzinga | Il primo ministro olandese Mark Rutte (a destra) abbraccia Jacques Grishaver presidente del Dutch Auschwitz Committee, 26 gennaio 2020 

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