Elezioni regionali 2020, Bonaccini: «All’Emilia Romagna non è piaciuto chi è andato a suonare ai suoi campanelli»

Bonaccini, come Zingaretti, ha ringraziato il movimento delle Sardine salendo sul palco sulle note di Vasco Rossi

«La scelta di usare l’Emilia-Romagna per altri fini gli emiliano-romagnoli non l’hanno capita. Hanno deciso di mettere la campagna su un altro terreno e noi abbiamo vinto anche su quel terreno». Stefano Bonaccini, aspetta le due di notte per fare il suo discorso elettorale. Ma poi non mostra remore, dato il netto vantaggio del voto dell’Emilia-Romagna: a metà dei seggi scrutinati, il governatore uscente è in netto vantaggio con il 51,5% contro il 43,8%.

Bonaccini, come Zingaretti, ha ringraziato il movimento delle Sardine salendo sul palco sulle note di Vasco Rossi: «Ce n’eravamo dimenticati di stare in piazza, di stare di più tra le persone. Ce l’hanno detto anche le sardine, riempiendo le piazze e chiedendo una politica non solo fatta di volgarità e di un invito alla rabbia o al rancore, ma anche più civile e pacata». E ha lanciato una frecciatina a Matteo Salvini: «Agli emiliano-romagnoli non è piaciuto chi è andato a suonare ai citofoni della Lega», ha detto Bonaccini.

«Se gli vai a dire che la devi liberare, le persone qui lo sanno perfettamente che eravamo già stati liberati 75 anni fa», ha aggiunto Bonaccini. E ha aggiunto ai microfoni di La7: «Lucia Borgonzoni è stata un po’ oscurata».

Bonaccini ha incassato i complimenti di tutti i maggiorenti del centrosinistra, persino di chi forse sperava di guadagnare da un eventuale arretramento. Grazie alla vittoria in Emilia, invece, almeno per il momento lo schema non si cambia né al governo, né all’interno del Pd che pure dovrà andare a congresso in primavera.

Tra i primi a felicitarsi con Bonaccini, oltre a Zingaretti, Andrea Orlando che ha anche lanciato una battuta su Matteo Salvini, e Matteo Renzi che chiama la coalizione al lavoro proprio al fianco dell’ex renziano governatore emiliano confermato.

Leggi anche: