Coronavirus, le università italiane che stanno sospendendo i viaggi degli studenti in Cina

Nelle ore in cui il cdm dichiara lo stato di emergenza della durata di 6 mesi, le università italiane cominciano a sospendere i primi progetti di studio in Cina

Il governo italiano ha decretato questa mattina, 31 gennaio, lo stato di emergenza per i rischi connessi alla trasmissione del Coronavirus e le università italiane stanno già prendendo i primi provvedimenti sulla scia delle indicazioni fornite dal ministero della Salute. Per ora sono due gli atenei in Italia che hanno sconsigliato ai propri studenti di partire per la Cina per ragioni di studio: l’Alma Mater di Bologna e l’università Ca’ Foscari di Venezia.


Il rettore dell’università di Padova, invece, Rosario Rizzuto, ha annunciato che è stato attivato un numero di cellulare per informazioni su come comportarsi al ritorno dalla Cina. Nei giorni scorsi, l’università di Pavia aveva “sospeso” per due settimane la frequenza in Ateneo di uno studente cinese di ritorno da Wuhan, epicentro della pandemia.

L’Alma Mater di Bologna

L’avvertimento dell’università di Bologna era arrivato già il 28 gennaio, prima che i due casi di 2019-nCov venissero scoperti in Italia. Il prorettore vicario Mirko Degli Esposti, che è anche presidente del Centro di ateneo per la tutela e promozione della salute e sicurezza, ha annunciato il provvedimento tramite e-mail agli iscritti, ai ricercatori e ai professori:

Care colleghe e colleghi,

care studentesse e studenti,

Vi scrivo in merito all’epidemia da CORONAVIRUS 2019-nCoV. Come altri Atenei Europei, lo scorso 28 gennaio 2020, L’Università di Bologna ha invitato a sospendere temporaneamente tutti i viaggi previsti in Cina per motivi di studio, ricerca o conferenze fino a nuovo avviso.

La ragione principale di questa decisione non è solo il rischio di infezione da 2019-nCoV, ma anche la natura imprevedibile dell’epidemia, il rischio associato di disordini sociali nelle aree colpite o le restrizioni di quarantena, che potrebbero rendere impossibile il ritorno a casa.

È stata predisposta una pagina web che contiene maggiori informazioni sull’argomento (www.unibo.it/coronavirus) e abbiamo attivato una casella di posta elettronica ([email protected] ) per coloro che desiderano ricevere più informazioni. Vi segnalo inoltre che, per questioni di carattere medico, il Ministero Italiano della Salute ha attivato il numero verde 1500

La Ca’ Foscari di Venezia

Anche l’università di Venezia, che ha il più importante dipartimento d’Italia per quanto riguarda gli studi orientali (specialmente cinesi), ha consigliato ai suoi iscritti in partenza per la Cina per un periodo di studi di rimandare il viaggio. «L’Ateneo – si legge sul sito – in linea con le indicazioni del Ministero dell’Università e del Ministero della Salute, sconsiglia vivamente di partire per la Cina ai suoi studenti in procinto di raggiungere quel Paese per un periodo di studio all’estero».

«Suggerisce – continua l’avvertimento – di posticipare la partenza fino a quando non siano garantite in via ufficiale condizioni di piena sicurezza, ovvero di annullare del tutto la mobilità. Chi optasse per quest’ultima scelta, potrà farlo comunicandolo quanto prima. Non incorrerà in alcuna penalizzazione rispetto ai prossimi bandi. Al fine di contribuire alle spese sostenute, Ca’ Foscari erogherà comunque l’importo già previsto come rimborso ‘Overseas’ comprensivo di bonus».

L’ateneo ha anche chiesto agli studenti in partenza dalla Cina di rimandare il viaggio in Italia: «l’Ateneo disincentiva ogni partenza dalla Cina agli studenti cinesi che hanno in programma di venire a Ca’ Foscari per un periodo di studio».

L’università di Padova

Il rettore dell’università di Padova, invece, Rosario Rizzuto, ha annunciato che è stato attivato un numero di cellulare per tutta la comunità accademica (docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti) di rientro dai viaggi nelle zone colpite dal coronavirus. Il numero 335.1008877 è attivo dalle 9 alle 17 per fornire informazioni su come comportarsi per ottenere assistenza e ridurre le eventuali possibilità di trasmissione.

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