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Gli Stati Uniti incriminano quattro militari cinesi per l’attacco hacker del 2017 contro Equifax

10 Febbraio 2020 - 21:14 Redazione
epa08209300 US Attorney General William Barr participates in a news conference at the Justice Department in Washington, DC, USA, 10 February 2020. The press conference was held to announce the  indictment of four members of the Chinese People's Liberation Army (PLA) with computer hacking into the credit reporting agency Equifax. The nine-count indictment alleges the Chinese military personnel stole the sensitive personal data of approximately 145 million Americans.  EPA/MICHAEL REYNOLDS
I quattro sono introvabili e resta estremamente remota la possibilità di un processo negli Usa
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Ci sono quattro ufficiali militari di Pechino che sono stati incriminati e verranno perseguiti dalle autorità statunitensi. L’accusa è quella di aver realizzato, nel 2017, uno degli attacchi hacker più vasti della storia. I quattro sono introvabili e resta estremamente remota la possibilità di un processo negli Usa.

I quattro avrebbero rubato – con un attacco all’agenzia di crediti Equifax – nominativi, indirizzi, numeri del social security number – insomma dati personali – a 150 milioni di americani per accedere alle loro cartelle mediche, ai loro conti bancari e carte di credito o ai loro segreti commerciali. L’attacco ha portato anche alle dimissioni – e alle scuse – del Ceo di Equifax, mentre ha dovuto pagare 700 milioni di dollari di multa alla Federal Trade Commission.

L’agenzia di crediti Equifax conserva i dati di oltre 820 milioni di americani e 91 milioni di aziende. «Si è trattato di un’enorme intrusione deliberata nelle informazioni private degli americani», dice il procuratore americano William Barr.

I quattro cinesi fanno parte dell’Esercito di liberazione popolare cinese e lavorano, scrive l’Ansa, per il dipartimento della ricerca delle forze armate di Pechino.

L’ammissione dell’Fbi è per il momento inevitabile: «Non possiamo arrestarli e processarli, almeno per ora», dicono i vertici dell’agenzia. L’attacco hacker, sottolinea ancora l’Ansa, potrebbe non solo alimentare la guerra di spie tra Washington e Pechino, ma avere un impatto nei già difficili rapporti tra l’amministrazione Trump e le autorità cinesi, solo in parte accantonati dopo il recente accordo commerciale.

In copertina EPA/Michael Reynolds | Il procuratore Usa William Barr in conferenza stampa al Dipartimento di Giustizia a Washington, DC, USA, 10 febbraio 2020

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