Renzi fissa i quattro punti per sventare la crisi: «Il Pd ci vuol buttare fuori? Meglio perdere poltrone che diventare grillini»

Il leader di Italia viva tira dritto e rilancia i suoi capisaldi in vista dell’incontro con il premier

Matteo Renzi fissa quattro punti fondamentali in vista del faccia a faccia con Giuseppe Conte della prossima settimana. Sono «Giustizia, lo sblocco dei cantieri, l’abolizione del reddito di cittadinanza, la riforma costituzionale per il “sindaco d’Italia”». Quattro capisaldi sui quali Italia viva non ha intenzione di fare passi indietro nei confronti degli alleati, sempre se vogliono evitare la crisi conclamata di governo. Nella sua ultima enews, l’ex premier dice chiaro e tondo: «Possiamo fare tutti gli sforzi di compromesso. Ma ci sono dei limiti insuperabili. Speriamo che il ministro Bonafede capisce che deve fermarsi prima che sia troppo tardi. Non si può dire che giustizialismo e garantismo sono la stessa cosa: il giustizialismo è una patologia populista, il garantismo è la correttezza costituzionale».

«Sull’economia – continua Renzi – bisogna sboccare i cantieri. Sul reddito di cittadinanza, se ci sono 2.300.000 persone che ricevono il RDC e solo 39mila hanno trovato lavoro (meno del 2%) significa che il RDC non funziona. O si cambia o si elimina, perché così non va. Sulle Istituzioni – conclude – non si può continuare a litigare così. Accettiamo tutti insieme la sfida e votiamo l’introduzione del Sindaco d’Italia. Come per i comuni, chi vince governa per cinque anni grazie a un premio di maggioranza e all’elezione diretta. Almeno questa legislatura sarà l’ultima nella quale litigare e la democrazia italiana diventerà davvero una democrazia decidente».

L’attacco frontale arriva anche per gli ex compagni di partito, dopo le indiscrezioni sul gruppo dei Responsabili in trattativa con i dem per sostituire i parlamentari renziani in maggioranza: «Il PD teorizza: buttiamo fuori Italia Viva dal Governo e prendiamo i responsabili di Forza Italia. Noi diciamo: se questo è ciò che volete, ok. Possiamo perdere le poltrone, ma non possiamo diventare grillini. Questa è la realtà ad oggi»

«Ne parleremo col premier Conte e decideremo cosa fare – aggiunge il leader di Italia viva – Per noi le idee vengono prima delle poltrone. E non stiamo al governo a tutti i costi, ma solo se possiamo fare cose giuste».

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