Coronavirus, il punto dalla Regione Lombardia: salgono a 39 i casi confermati. Contagiata una 38enne a Codogno

La regione Lombardia ha aperto un tavolo con Roma per coordinarsi alla luce dell’aumento dei casi

Sono 39 le persone contagiate dal Coronavirus in Lombardia, secondo l’ultimo aggiornamento del presidente della Regione, Attilio Fontana, nell’ultima conferenza stampa, iniziata con un’ora di ritardo per le continue evoluzioni dell’epidemia. 35 casi sono relativi alla zona di Codogno, due a Cremona e due nel Pavese. «La zona del lodigiano è ora definibile un focolaio – ha chiarito il governatore – Tutti gli infetti hanno avuto contatti con ospedale di Codogno». Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 259 tamponi.

Situazione è in costante evoluzione nella Regione, alla luce delle nuove notizie sui contagi, i più recenti sono due medici nel Pavese, e una ragazza del 1982 che ha avuto contatti con un dipendente dell’ospedale di Codogno. Dati gli sviluppi, il tavolo d’emergenza ha fatto slittare di un’ora anche la conferenza stampa a Palazzo Lombardia, dove saranno presenti anche l assessore Gallera, Maria Gramegna e il presidente Fontana.

Il “paziente 0”

Non ci sono nuove comunicazioni intanto sul presunto “paziente 0”, il manager amico del 38enne contagiato di Codogno che con lui ha cenato dopo essere rientrato dalla Cina. Il paziente da Codogno intanto è stato trasferito all’ospedale di Pavia. «Non sono ancora arrivate comunicazioni, per avere un’indagine complessiva rispetto al paziente zero bisogna fare più esami – ha detto l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera – Noi non escludiamo nessuna opzione. Il cognato di questa persona è positivo e non ha avuto contatti con altri, ma non escludiamo altre strade. Agiamo a 360 gradi, individuare quello è una chiave di volta importante».

I due casi a Cremona

Sono una donna di Sesto Cremonese e un uomo di Pizzighettone i contagiati da coronavirus nel Cremonese. Il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, ha emesso un’ordinanza che prevede la chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, «fino a successivo provvedimento di revoca della presente ordinanza», e la sospensione a titolo precauzionale di manifestazioni sportive ed eventi pubblici, comprese le feste di Carnevale e il mercato settimanale.

Per quanto riguarda l’Ospedale di Cremona, il prefetto, Vito Danilo Gagliardi, ha spiegato che agli accessi dalle 19 di oggi e sine die verrà garantito un servizio di assistenza sanitaria ampliata e idonea ad evitare intasamenti creati da cittadini colti da panico e ansia senza reali motivazioni sanitarie. Questo servizio sarà supportato a garanzia della sicurezza degli operatori dalla presenze di Forze di Polizia qualificate. Nel parcheggio dell’ospedale sono state allestite dalla Protezione Civile apposite tende a supporto di tutta la popolazione che abbia bisogno di qualsiasi necessità.

In Veneto

In Veneto sono stati registrati finora 12 casi, di cui uno era il 78enne di morto ieri 21 febbraio a Schiavonia. Degli altri contagiati, solo uno non è residente nel comune di Vo’ Euganeo. Si tratta di un 67enne di Mira, in provincia di Venezia, portato all’ospedale di Dolo a Padova la notte scorsa e ricoverato in rianimazione.

«Scenario italiano cambiato in 37 ore»

«Bisogna contenere il contagio e isolare le aree a rischio – ha detto l’assessore al Welfare Giulio Gallera – Lo scenario italiano è cambiato nel corso di 37 ore. Stiamo recuperando tamponi e mascherine». Ieri «è stata rinvenuta nel proprio domicilio una donna di 77 anni deceduta che aveva tutta una serie di sue patologie – ha chiarito Gallera – A questa persona post mortem è stato fatto il tampone ed è risultato positivo, ma ad oggi non possiamo dire, visto che manca l’autopsia e altri esami, se è morta a causa del coronavirus o per altre situazioni».

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