Sospesi i venerdì di preghiera e i pellegrinaggi: il coronavirus cambia anche la vita dei musulmani

Ecco come il coronavirus sta cambiando la vita dei musulmani in tutto il mondo

Il Coronavirus sta diventando un problema enorme per le comunità di tutto il pianeta. In Italia, le nuove decisioni del governo hanno disposto una distanza di sicurezza tra persone di almeno 1 metro, che hanno conseguentemente vietato le più disparate attività che solitamente costituiscono la base delle nostre giornate. A cambiare radicalmente le proprie abitudini sono anche le comunità islamiche, che in tutto il mondo stanno subendo limitazioni alle loro pratiche religiose a causa dei provvedimenti attuati dai vari governi.

Le disposizioni dei vari governi

Negli ultimi giorni, l’Arabia Saudita – che ha riportato due casi di contagio – ha sospeso lʿUmrah, il pellegrinaggio alla Mecca che può essere intrapreso al di fuori del mese di Dhu I-Hijja. L’Iran, che ha a che fare con una delle più grandi diffusioni di virus nel mondo, ha cancellato i Venerdì di preghiera in tutte le principali città del Paese. A Singapore, tutti i musulmani che vogliono pregare nelle moschee sono spinti a portare con sé i propri tappetini e a evitare strette di mano.

Anche in Tajikistan, dove finora non sono stati registrati casi di contagio, si è corsi ai ripari chiedendo ai fedeli di pregare all’interno delle mura domestiche. Stesso consiglio dato anche ai musulmani alle comunità in Cina, Afghanistan e Sud Corea. Negli Emirati Arabi si è ridotto il tempo dell’azan (preghiera) di 10 minuti, e in varie zone dell’Asia centrale sono state annullate anche le celebrazioni del Nowrūz, il nuovo anno secondo il calendario persiano, che si sarebbero dovute svolgere dal 21 al 25 marzo – festività sospese anche da diverse altre comunità sparse nel mondo.

Provvedimenti simili sono stati presi anche in Italia. Dopo l’entrata in vigore del Dpcm del 4 marzo, la Grande moschea di Roma (il Centro islamico culturale del nostro Paese) ha annunciato che a partire dal 6 marzo verranno sospese tutte le attività religiose. Già nel Dpcm del 1 marzo, l’apertura dei luoghi di culto era stata «condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro».

Precauzioni e Corano

Sul sito web del Consiglio Musulmano Britannico (MBC), le autorità religiose hanno consigliato ai loro fedeli di fare attenzione all’igiene, mettendo in rapporto l’indicazione con lo stesso messaggio di Maometto e con la tradizione islamica. In diversi passi del Corano, la cura personale e l’attenzione alla pulizia sono pratiche ricorrenti («La purezza è metà della fede»). In generale, il fedele musulmano è tenuto a lavarsi faccia e mani prima di ogni preghiera, e prima della preghiera del venerdì è consigliato un bagno completo.

Nella Sura al-Ma’idah, versetto 6, si legge: «Oh voi che credete! Quando vi accingete alla preghiera lavatevi i vostri volti e le vostre mani fino ai gomiti e detergete una parte delle vostre teste e [una parte] dei vostri piedi fin alle caviglie». Nelle Moschee di tutti gli Emirati Arabi, per il prossimo venerdì 6 marzo verrà consegnato a tutti lo stesso sermone: gli Imam parleranno dell’importanza di adottare misure precauzionali per evitare di essere contagiati dal coronavirus.

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Immagine di copertina: Rachid Oucharia su Unsplash