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Coronavirus, Champions e Europa League: si cerca di ripartire tra fine aprile e inizio maggio – Le ultime

17 Marzo 2020 - 16:21 Daniele Miceli
epa08287386 Georginio Wijnaldum (C red shirt) of Liverpool scores the opening goal against goalkeeper Jan Oblak of Atletico during the UEFA Champions League Round of 16, second leg match between Liverpool FC and Atletico Madrid in Liverpool, Britain, 11 March 2020.  EPA/PETER POWELL
Questo lo scenario per la ripresa delle attività disegnato dopo il vertice Uefa
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Le decisioni a cascata dell’Uefa sono arrivate assieme a una calendarizzazione abbastanza ben definita e ad alcune priorità, virus permettendo, di carattere economico. Euro 2020 slitta al 2021: saranno sempre 12 i Paesi ospitanti, inaugurazione a Roma l’11 giugno, finale a Londra l’11 luglio. Ufficiale. Tutto traslato di un anno, e comunque con perdite intorno ai 300 milioni di euro. Tutto necessario perché la precedenza viene data alla lotta al Coronavirus e poi, soprattutto per motivi logistici ed economici, a campionati interni e Coppe europee.

Nel corso del summit in videoconference (collegate 55 Leghe, Federazioni e anche i sindacati dei giocatori) sono stati identificati dei periodi cardine: maggio e giugno. In questo arco temporale Uefa vorrebbe chiudere Europa e Champions League. La data più ottimistica prevedrebbe la ripartenza il 30 aprile per l’Europa League e il 5 maggio per la Champions con finali rispettivamente il 24 e il 27 giugno.

Quanto ai campionati, l’ipotesi più ‘incoraggiante’- al momento non remota ma piuttosto improbabile, indicherebbe un ritorno alla normalità verso il 14 aprile; quella più pessimistica sposta le lancette della ripresa dei tornei interni a giugno con stagione chiusa a luglio (e sempre che la Fifa conceda una deroga a metà luglio per i contratti in scadenza al 30 giugno).

Foto di copertina Ansa

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