Coronavirus, le autorità turche evacuano gli accampamenti dei migranti al confine con la Grecia – Video

La pandemia travolge ulteriormente le vite dei migranti al confine turco-europeo: accampamenti incendiati e messa in quarantena per migliaia di persone

Il Coronavirus cambia ancora le sorti dei migranti accampati all’altezza del fiume Evros, al confine tra la Turchia e la Grecia. Stando ai reporter e ai giornali ellenici, le autorità turche avrebbero incendiato nella notte i rifugi nei pressi di Edirne con lo scopo di liberare l’area ed evacuare con la forza gli accampamenti dei profughi.

Secondo il Greek City Times, gli avvertimenti in merito all’evacuazione stavano arrivando già da giorni. I turchi avrebbero ora forzato migliaia di persone ad andarsene bruciando le loro tende e caricando a forza alcune di loro sugli autobus, senza specificare dove saranno trasportate.

Secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu, i migranti sono stati condotti nei centri di accoglienza della provincia frontaliera di Edirne, dove resteranno in quarantena. Dopo un periodo di isolamento, le persone dovrebbero venir trasferite nelle province turche che si renderanno disponibili ad accoglierli. Le fonti turche parlano di trasferimenti operati in accordo con i migranti, mentre alcune testimonianze raccolte dai media greci raccontano che la decisione è stata presa unilateralmente dalla Turchia.

Secondo il quotidiano Ekatimerini, la notte tra giovedì 26 e venerdì 27 marzo le tende e gli averi dei migranti accampati sul lato turco sono stati bruciati nei boschi nell’area di Kastanies. Altre immagini del Greek City Times, scattate stamattina dopo l’incendio, mostrano come al momento non ci siano migranti lungo il filo spinato del confine turco, dove fino a poche ore prima migliaia di persone erano ammassate in attesa di poter attraversare la frontiera.

Greek City Times | Gli accampamenti vuoti al confine dopo gli incendi

La situazione, date le condizioni di vita al limite dell’umano, è destinata a peggiorare di giorno in giorno. Nel campo profughi di Lesbo Moria, che con l’apertura dei confini per mano del presidente turco Erdogan si è riempito ulteriormente, si era registrato il primo caso di contagio. Si tratta di una donna siriana al momento è ricoverata in terapia intensiva nell’ospedale di Mitilene.

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