Coronavirus, morti al Pio Albergo Trivulzio: Gdf in Regione Lombardia. Il disastro delle Rsa in piena emergenza: il 17% è irregolare

Dall’inizio dell’anno sono state controllate quasi mille case di riposo, con il 20% risultato irregolare. Finora 15 sono state chiuse per gravi carenze

Dopo le perquisizioni di ieri al Pio Albergo Trivulzio, la Guardia di Finanza di Milano è arrivata negli uffici della Regione Lombardia per acquisire documenti e atti sulle morti sospette nelle case di riposo lombarde durante l’emergenza Coronavirus. Intanto l’indagine per omicidio colposo ed epidemia colposa sul Pio Albergo Trivulzio e le altre strutture passa nella fase dell’analisi dei documenti sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. Tra gli aspetti che gli inquirenti puntano a chiarire ci sono gli effetti della delibera regionale dell’8 marzo scorso, con la quale si dava la possibilità di trasferire i pazienti positivi al Covid-19 nelle case di riposo, prevedendo però la separazione con gli altri ospiti.

Una perquisizione andata avanti per 17 ore, fino a tarda sera, che ha permesso di acquisire centinaia di catene cliniche e un’importante quantità di atti, comprese le comunicazioni che ci sono state tra la struttura e la Regione Lombardia. Oltre al direttore generale della Pio Albergo Trivulzio, Giuseppe Calicchio, risultano ora indagati anche i vertici delle altre strutture perquisite ieri in provincia di Milano.

I controlli nelle case di riposo

Quasi un quinto delle Residenze sanitarie assistite controllate dai carabinieri del Nas dall’inizio dell’emergenza Coronavirus ha presentato irregolarità sia nella gestione delle procedure che negli spazi da riservare agli ospiti positivi al Covid-19, oltre che alla formazione di operatori sanitari e alle dotazioni di protezione a loro dedicati. Le polemiche dopo l’apertura dell’indagine su oltre una dozzina di case di riposo in Lombardia rischiano di allargarsi su scala nazionale, considerando che i controlli dei carabinieri hanno rilevato situazioni di gravi carenze in diverse altre regioni.

Dopo i blitz del Nas, sono state chiuse 15 strutture, con gli anziani trasferiti in altri centri. Mentre 61 persone a vario titolo sono state denunciate. I casi più gravi sono stati riscontrati a Taranto, Campobasso, Perugia, Reggio Calabria, Napoli, Roma, Cosenza, Udine e Torino. Dall’inizio dell’anno, i carabinieri hanno controllato 918 case di riposo, con 183 risultate irregolari.

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