Coronavirus, impennata di vittime nel Regno Unito: ora è il terzo Paese al mondo per numero di morti

Sono oltre 3 milioni i contagi in tutto il mondo, più di 211 mila le vittime della pandemia. Preoccupa la crescita dei casi in Sud America: in Colombia mai tanti infettati in un giorno

Regno Unito

EPA/WILL OLIVER | Cilisti a Londra, 26 aprile, 2020

Sale a quota 26.097 morti il bilancio delle vittime del Coronavirus nel Regno Unito. Diventa così il terzo Paese al mondo in cifra assoluta dopo Usa e Italia. L’impennata arriva con l’inserimento nel conteggio, a partire da oggi, anche dei decessi nella case di riposo oltre che negli ospedali. «Ogni morto è una tragedia», ha dichiarato Yvonne Doyle, alla direzione sanitaria del Public Health England (Phe), notando tuttavia quanto sia importante aggiornare il bilancio della pandemia nel Paese con le numerose vittime non contate nelle settimane scorse. I contagi, intanto, salgono verso quota 165.000, ma con curva d’incremento quotidiano appiattita attorno a 4.000.

Usa

Ansa | Epa | Coronavirus negli USA

Torna a crescere il numero di morti di Coronavirus negli Stati Uniti, dove nelle ultime 24 ore ci sono state 2.200 vittime. I decessi per il virus finora sono stati quasi 59 mila, secondo la Johns Hopkins University, più di quanti americani siano morti nei vent’anni della Guerra in Vietnam tra il 1955 e il 1975, 58.220. Il totale dei contagi negli Stati Uniti ha ormai superato il milione di persone, toccando quota 1.034.588. Nel primo trimestre il pil americano è calato del 4,8%, il dato è addirittura peggiore rispetto alle attese degli analisti che parlavano del 4%.

Il Coronavirus, dunque, è riuscito a mettere fine alla più lunga ripresa economica americana iniziata dopo la Grande Recessione del 2008-2009. In altre parole, un disastro che si deve soprattutto al calo delle spese dei consumatori. Non succedeva dal 1980. Ma questo è solo l’inizio: per il secondo trimestre si prevede un calo del pil fino al 30%. Per gli analisti il peggio deve ancora venire.

Sud America

EPA/Joedson Alves | Una sostenitrice del presidente brasiliano Jari Bolsonaro manifesta per strada a Brasilia contro il ministro della Salute Luiz Henrique Mandetta

Il Brasile ha superato la Cina per numero di vittime nella pandemia del Coronavirus, con 5.017 decessi. Continua a salire anche il dato quotidiano dei contagi, con 5.385 nelle ultime 24 ore, per un totale di 71.886. A fronte della situazione di emergenza, il governo brasiliano ha prolungato il divieto di ingresso per gli stranieri per via aerea, fissando il blocco degli ingressi per chi non è residente in Brasile al 29 maggio.

Si aggrava il bilancio della pandemia anche in Colombia, dove il numero di contagi è salito 5.949, con un aumento di 352 nell’ultimo giorno. Si tratta dell’aumento più alto dall’inizio dell’emergenza. Il maggior numero di casi è concentrato nella capitale Bogotà con 2.408.

Secondo il nuovo ministro della Salute Nelson Teich – che sostituisce Luiz Henrique Mandetta, rimosso il 16 aprile dal presidente Bolsonaro poiché a favore del distanziamento sociale per contenere la pandemia – la situazione «sta peggiorando» e dunque la curva dei contagi sta crescendo. «Oggi registriamo un aggravamento della situazione in alcuni luoghi, dove la crisi è più forte» ha concluso, facendo riferimento alle città di San Paolo, Rio de Janeiro, Manaus e Recife.

Germania

Ansa | Afp | Coronavirus in Germania

Non arrivano buone notizie dalla Germania dove la pandemia è «ben lontana dall’essere finita». Lo ha detto il ministro tedesco della Salute Jens Spahn che oggi ha presentato il pacchetto per la protezione della salute dei cittadini. Un pacchetto – spiega – che rispecchia bene la «complessità della pandemia». Ha ricordato, poi, che la situazione in Germania è molto differenziata nei diversi Laender.

Trattati molti pazienti, anche italiani

La Germania – ha aggiunto il ministro della salute tedesco -« è solidale con i suoi vicini europei e per questo abbiamo trattato molti pazienti europei nei nostri ospedali, ed è chiaro che vogliamo assumerci i costi delle cure somministrate». Accolti oltre 200 pazienti affetti da Coronavirus, da altri Paesi europei, in condizioni critiche, fra cui anche 44 italiani.

Bosnia

Ansa | Epa | Coronavirus in Bosnia

Sale la curva del contagio in Bosnia, dopo i primi allentamenti delle misure restrittive. A riferirlo è il ministro della Sanità della Republika Srpska Alen Seranic secondo cui, solo nelle ultime ore, sono stati registrati 94 nuovi contagi in tutto il Paese. I cittadini, secondo il ministro, avrebbero tenuto un comportamento meno attento e rigoroso: molti non indosserebbero più la mascherina. Finora i casi in Bosnia-Erzegovina sono stati 1.651 con 64 decessi.

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