Cesare Battisti resta in carcere: negati i domiciliari

La richiesta di scarcerazione era legata al pericolo per Battisti di contrarre il Coronavirus, perché affetto da un’epatite B al polmone

Cesare Battisti rimane in carcere. I magistrati di sorveglianza di Cagliari hanno respinto la richiesta di domiciliari, presentata dal legale Davide Steccanella. La richiesta di scarcerazione era legata al pericolo per Battisti di contrarre il Coronavirus, perché affetto da un’epatite B al polmone. Ma per lui sarebbe stata trovata una soluzione all’interno della stessa prigione, per cui non gli è stata concessa alcuna misura alternativa.

Battisti sta scontando l’ergastolo nel carcere di Oristano, dove si trova da quando è tornato in Italia, dopo il suo arresto in Bolivia, con cui è terminata una latitanza durata quasi 40 anni. È stato condannato in contumacia per quattro omicidi, compiuti quando era leader dei Proletari armati per il comunismo (Pac). L’ex terrorista, lo scorso febbraio, aveva chiesto la riduzione della pena dell’ergastolo, ma la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la pena definitiva.

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