«È tempo di cambiare il mondo». Jorit omaggia George Floyd: ecco il nuovo murale a Napoli

Il volto di Floyd è circondato da quelli di Martin Luther King, Malcolm X, Angela Davis e Lenin

Time to change the world: è la scritta che accompagna l’ultima opera dell’artista napoletano Jorit Agoch, sul tetto di una palazzina del quartiere Barra di Napoli. Questa volta, inevitabilmente, dedicata a George Floyd e alle manifestazioni che ininterrottamente chiedono giustizia per la sua morte, rivendicando ancora una volta che Black Lives Matter. Solo ieri era arrivato l’omaggio di Banksy.

Il viso di George Perry Floyd – il cittadino afroamericano di 46 anni morto il 25 maggio a Minneapolis mentre, in stato di arresto, l’agente Derek Chauvin lo teneva bloccato a terra premendo con un ginocchio sul suo collo – è rigato da delle lacrime. Ed è circondato da altri volti con i segni tipici della Human Tribe: Martin Luther King, Malcolm X, Angela Davis e Lenin. 

L’opera

«Per favore, per favore, non riesco a respirare. Per favore amico, per favore… Non posso respirare. Non posso respirare… Per favore, non riesco a respirare, agente… Non riesco a respirare… Non uccidetemi, vi prego!», scrive Jorit nel suo post su Instagram richiamando le parole che Floyd diceva al poliziotto che lo teneva fermo con un ginocchio in quella sua straziante agonia che portava alla morte. Foyd, ricorda Jorit, «viveva in un sobborgo di #Minneapolis e lavorava in un ristorante chiuso a Marzo a causa del lockdown. Le sue tragiche parole in punto di morte: “I can’t breathe”, “Non posso respirare”, sono diventate il testamento politico di decine di migliaia di persone scese in piazza negli USA da ieri contro l’ennesimo omicidio impunito di un sistema feroce e spietato contro i più deboli».

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#Lenin × #MLK × #MalcolmX × #AngelaDavis “Per favore, per favore, non riesco a respirare. Per favore amico, per favore… Non posso respirare. Non posso respirare… Per favore, non riesco a respirare, agente… Non riesco a respirare… Non uccidetemi, vi prego!” Queste le ultime parole di #GeorgeFloyd, un lavoratore afroamericano di 46 anni che viveva in un sobborgo di #Minneapolis e lavorava in un ristorante chiuso a Marzo a causa del lockdown. Le sue tragiche parole in punto di morte: “I can’t breathe”, “Non posso respirare”, sono diventate il testamento politico di decine di migliaia di persone scese in piazza negli USA da ieri contro l’ennesimo omicidio impunito di un sistema feroce e spietato contro i più deboli.” @robertoVallepiano È tempo di cambiare il mondo #AntiRacism #AntiCapitalism #blacklivesmatters 📸@Gigivalentino_

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Jorit è celebre per i suoi monumentali ritratti che a Napoli e dintorni hanno reso omaggio nel tempo a personaggi come Ilaria Cucchi, ancora Martin Luther King, proprio all’uscita della Circumvesuviana di Barra, Angela Davis, alla fermata della Metro 1 di Scampia, ma anche San Gennaro sulla facciata di un palazzo a Forcella e Maradona.

Instagram/Jorit

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