J. K. Rowling ci casca ancora: il tweet divisivo e le accuse di transfobia

Il portavoce della scrittrice, un anno fa, l’aveva difesa così: «Temo che J.K. Rowling abbia avuto un momento impacciato da persona di mezza età e questa non è la prima volta che mette like tenendo il telefono in modo errato»

È conosciuta come la mamma di Harry Potter, la fortunata saga che l’ha resa la scrittrice più ricca al mondo. Ultimamente, però, J. K. Rowling sta facendo parlare di sé per le sue posizioni divisive sulla transessualità, esternate su Twitter e, nel giro di pochi minuti, al centro del dibattito globale sui diritti della comunità Lgbtqi+. È successo lo scorso dicembre, si è ripetuto ieri, 7 luglio.

L’ultimo thread di tweet di Rowling è partito dal titolo di un articolo, “Creare un mondo post-Covid-19 più equo per le persone che hanno le mestruazioni”. L’autrice, il 6 giugno, l’ha commentato così: «Persone con le mestruazioni. Sono certa che c’era una parola per definirle… aiutatemi. Donnole?». Il messaggio sottinteso è che solo le persone con il ciclo mestruale possono definirsi donne. Il giorno seguente, visto lo scalpore suscitato dall’argomento, ha rincarato la dose.

«Se il sesso non è reale, non esiste attrazione per lo stesso sesso – ha scritto -. Se il sesso non è reale, la realtà vissuta dalle donne di tutto il mondo viene cancellata. Conosco e amo le persone trans, ma cancellare il concetto di sesso significa rimuovere la capacità di molti di discutere in modo significativo delle loro vite. Dire la verità non vuol dire odiare». Le accuse di transfobia e di far parte del Terf, sottogruppo del femminismo radicale che transfobico, soprattutto transmisogino, sono arrivate da ogni parte.

Rowling ha provato a rimediare, ribadendo il «diritto di ogni persona trans a vivere nella maniera più autentica e confortevole per ciascuna, ma allo stesso tempo, la mia vita è stata plasmata dall’essere femmina. Non credo sia odioso dirlo». Non è la prima volta che l’autrice viene travolta da un ciclone di critiche per le sue esternazioni sul tema. Il 19 dicembre 2019, aveva preso le difese di Maya Forstater, donna britannica licenziata per aver scritto sui social che chi ha fatto un percorso di transizione di genere da uomo a donna non può considerarsi davvero una donna.

«Vestitevi come volete – aveva scritto l’autrice sui social -. Chiamatevi come volete. Andate a letto con ogni adulto consenziente che volete. Vivete la vostra vita al massimo, in pace e sicurezza. Ma far perdere il lavoro alle donne per aver dichiarato che il sesso è una cosa reale?». Insomma, per Rowling l’identità di genere di una donna non può prescindere da essere nate con una vagina e i cromosomi XX.

Uno screenshot dell’account Twitter di J. K. Rowling

Le accuse di transfobia

Sulla presunta transfobia della scrittrice corrono voci ormai da anni. Tra le prove portate a dimostrazione della tesi, la comunità trans accusa Rowling di seguire la femminista radicale transfobica Magdalen Berns. A marzo 2018, fu trovato un suo like sotto a un tweet che descriveva le donne transessuali come «uomini in vestito». Un addetto stampa dell’autrice disse che all’autrice era scappato il pollice per errore.

A parte le insinuazioni che si basano sull’elenco di account transfobici seguiti da Rowling e sui suoi like a tweet vicini al femminismo radicale, la versione ufficiale pubblicata dal portavoce della scrittrice è la seguente: «Temo che J.K. Rowling abbia avuto un momento impacciato da persona di mezza età e questa non è la prima volta che mette like tenendo il telefono in modo errato».

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