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Le foto sbagliate di Zohra Shah, la bambina di 8 anni uccisa in Pakistan per aver liberato due pappagalli

Per parlare dell’omicidio della bambina pakistana sono circolate diverse foto, sbagliate, per raccontare la sua storia

In questi giorni si parla di Zohra Shah (o Zahra Shah), la bambina babysitter di 8 anni uccisa in Pakistan dai suoi datori di lavoro per aver liberato da una gabbia dei pappagallini. Durante l’ondata di indignazione social, e non solo, sono circolate diverse foto e illustrazioni associate al fatto, ma sono sbagliate e meritano di essere ricondotte alla loro reale collocazione storica. Purtroppo anche Open aveva erroneamente pubblicato queste immagini, ma abbiamo subito provveduto alla sostituzione dopo le dovute verifiche.

Un’altra vittima

In alcune testate internazionali e italiane è stata pubblicata la fotografia di una bambina distesa in quello che sembra un letto di ospedale. La foto è stata largamente utilizzata anche nei social, come possiamo vedere facendo una ricerca Twitter usando l’hashtag #JusticeForZohraShah o #JusticeForZahraShah:

La bambina nella foto non è Zohra, ma un’altra bambina di nome Bramsh Baloch ferita il 26 maggio 2020 in Pakistan. Troviamo le foto ancora una volta via Twitter usando l’hashtag #JusticeForBramsh, come in questo tweet del 3 giugno 2020:

La bambina domestica

Oltre alla foto di Bramsh, anche quella di un’altra minorenne viene usata per parlare dell’omicidio. Non è lei neanche questa volta:

La foto della bambina in basso a destra è stata usata anche da diverse testate giornalistiche, ma non è recente. La troviamo caricata sul sito pakistano Ssd.com.pk nel 2016:

La foto è ancora più vecchia. La troviamo in un documento del 2014 pubblicato sul sito Copasah.net con la seguente descrizione: «An 11 year old girl working as a housemaid which is a very common practice».

L’illustrazione scollegata

Oltre alle foto c’è anche un’illustrazione dove vediamo una bambina con gli occhi chiusi rinchiusa in una gabbia per uccelli con diversi volatili che si poggiano sulla stessa. Non ha nulla a che fare con il caso della bambina pakistana.

L’autrice dell’opera è Elisa Macdonald, la quale aveva pubblicato l’operato nella sua pagina Facebook il 27 marzo 2020 con la seguente descrizione: «Posting a past painting each day during the Covid-19 lockdown in South Africa…. Day 1: ‘Girl in a Gilded Cage’ Be safe».

Ringraziamo Paola Buizza (@LaBui_P) per la segnalazione riguardo il tweet contenente la foto sbagliata, segnalazione che ci ha permesso di procedere con le verifiche delle altre diffuse online.

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