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Il corteo di auto blu che ha scortato Di Maio in Svizzera era a spese degli italiani? No!

Di Maio viaggia come Donald Trump con al seguito un plotone di auto blu a spese dei contribuenti italiani? No! A spese della Svizzera!

Il 16 giugno 2020 l’account Twitter RadioSavana (@RadioSavana) pubblica un video in cui il Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si sarebbe recato presso un luogo imprecisato con al seguito «6 auto blu, 3 furgoni grossi come dei camper, auto con lampeggiante, poliziotto in moto e automedica al seguito». L’account accusa il Ministro di sperpero del denaro pubblico, viaggiando come se fosse Donald Trump, mentre «la gente in Italia muore di fame».

Poco prima del tweet di RadioSavana era stato pubblicato un articolo da Il Giornale dal titolo «Quel corteo di auto blu che ha ‘scortato’ Di Maio a Mendrisio», il quale ci fornisce un’informazione utile per la verifica. Di Maio, infatti, si trovava in Svizzera e doveva incontrare il suo collega Ignazio Cassis. A diffondere il video via Facebook è stato il deputato della Lega dei Ticinesi Stefano Tonini con il seguente commento:

Il Ministro degli affari esteri italiano Luigi Di Maio è arrivato ora a Mendrisio (Svizzera).
“Taglieremo quelli che sono i privilegi delle auto blu. Non c’è più scampo, adesso cominciamo a ristabilire un po’ di equità sociale in questo Paese”
Cit. Luigi Di Maio
Siete gelosi della vista che ho dal mio ufficio?

Si tratta di auto blu e scorta provenienti dall’Italia? Benché la zona sia molto vicina al confine italiano, ciò non significa che Di Maio si sia portato dietro tutti quei mezzi via terra dall’Italia. Il Ministro, infatti, era giunto a Lugano per via aerea, come possiamo vedere dai video pubblicati dall’articolo del Corriere del Ticino. Ecco due screenshot dove vediamo l’aero di Stato italiano giungere presso l’aeroporto svizzero e l’arrivo degli automezzi che ritroviamo nel video diffuso dal deputato:

I mezzi, dunque, erano già nel territorio svizzero e come di consueto la sicurezza dell’ospite straniero viene affidata alle forze dell’ordine territoriali. Per ulteriori conferme ho contattato l’ufficio stampa del Ministro svizzero e, su consiglio di quest’ultimo, la Polizia di Lugano individuata dagli stessi come responsabili della sicurezza. Non contento, ho cercato di ottenere informazioni dalla stessa Polizia di Lugano che però non ha potuto fornirmi dettagli trattandosi di dati inerenti l’organizzazione del servizio di sicurezza, una risposta più che comprensibile.

Il tweet del senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini.

Una conferma arriva anche dalla Farnesina che, oltre a confermare che le auto erano in gestione ai servizi di sicurezza svizzeri, ha spiegato il perché di un dispiegamento di mezzi così «imponente»: il Covid-19. Infatti, se prima i posti a disposizione in un mezzo potevano essere utilizzati senza alcun problema oggi non è così e bisogna mantenere le distanze. Benché la delegazione italiana sia stata ridotta anche per via dei posti in aereo, rimane il fatto che sia la scorta che gli ospiti stranieri (Di Maio e il suo seguito) dovevano rispettare le norme di sicurezza previste per l’emergenza Coronavirus.

Il video è stato diffuso anche con un’altra narrativa. Secondo alcuni utenti, sarebbe la prova di come si sarebbe presentato il Ministro degli Esteri agli Stati Generali:

Conclusioni

Luigi Di Maio si è recato in Svizzera per via aerea, giungendo all’aeroporto di Lugano dove è stato raggiunto dalle auto messe a disposizione dello Stato svizzero. Non si tratta, dunque, di mezzi dello Stato italiano a spese dei contribuenti italiani. In una situazione come quella relativa al Coronavirus, per rispettare le norme di sicurezza sanitaria è normale che siano stati usati più mezzo rispetto al solito.

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