La Cina approva la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong: «I processi si faranno a Pechino». Demosisto si scioglie per protesta

«Hong Kong prenderà le necessarie contromisure nell’ipotesi di sanzioni da parte degli Stati Uniti», ha detto la governatrice di Hong Kong Carrie Lam

Le proteste non sono servite a nulla. La Cina ha approvato la contestata legge sulle sicurezza nazionale di Hong Kong. La norma, che ha ricevuto il sì dell’Assemblea nazionale del popolo di Pechino, entrerà in vigore domani, primo luglio. Una data simbolo: è l’anniversario della restituzione alla Cina dell’ex colonia britannica.

Il testo della norma non è stato ancora reso noto, è circolato solo tra gli addetti ai lavori, ma secondo le indiscrezioni punirà gli atti di «sedizione, sovversione e secessione» compiuti da Hong Kong e stringe in sintesi il controllo cinese sul territorio dell’ex colonia britannica. La nuova legge prevede pene fino all’ergastolo e, secondo media locali, i sospettati potranno essere trasferiti in Cina per il processo. Dopo l’approvazione, a Hong Kong alcuni manifestanti pro-democrazia hanno organizzato flash mob contro la norma.

Ansa | Flash mob in un centro commerciale di Hong Kong contro l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale

Demosisto si scioglie

L’organizzazione pro democrazia Demosisto si è sciolta per protesta. «Dopo molte deliberazioni interne, abbiamo deciso di sciogliere e di interrompere tutte le operazioni come gruppo date le circostanze», si legge in un post su Twitter.

Poco prima Joshua Wong e gli altri leader di Demosisto avevano annunciato le loro dimissioni da leader del movimento pro-democrazia. «Con ampi poteri e una legge mal definita, la città sarà trasformata in uno stato di polizia segreta. I manifestanti di Hong Kong ora affrontano alte possibilità di essere estradati nei tribunali cinesi per i processi e condanne all’ergastolo», ha twittato Wong. E ha lanciato l’appello alla comunità internazionale di «continuare a parlare a favore di Hong Kong e intensificare gli sforzi per difendere il nostro ultimo pezzo di libertà».

La condanna della comunità internazionale

Diversi Paesi, Stati Uniti in testa, hanno condannato infatti la norma. Gli Usa hanno minacciato ritorsioni come lo stop all’export di materiale bellico verso l’ex colonia britannica. L’Ue ha condannato l’approvazione della legge: «Rischia di minare seriamente l’alto livello di autonomia di Hong Kong e l’indipendenza del potere giudiziario», ha detto il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel. Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, si è detto «preoccupato». La condanna è arrivata anche dal Giappone.

La reazione della Cina

«Hong Kong prenderà le necessarie contromisure nell’ipotesi di sanzioni da parte degli Stati Uniti», ha detto la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam. Mentre il portavoce del ministro degli Esteri cinese ha detto che Pechino «non si farà intimidire dai tentativi degli Usa di fermare l’avanzamento della legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong».

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