Conte tenta la spinta sulle Regionali: «Senza alleanza Pd-M5s è una sconfitta anche per me»

Appello del presidente del Consiglio all’unità nelle prossime Regionali. Ma le intese sono ancora molto distanti

Dopo settimane di trattative, che non hanno ancora portato a niente, tra M5s e Pd su possibili intese in vista delle prossime elezioni Regionali, a scendere in campo sul tema è, a sorpresa, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E lo fa con parole chiare sul tema delle alleanze, come mai aveva fatto in passato: «Possibile non trovare un momento di sintesi agli appuntamenti regionali? Sarebbe una sconfitta per tutti, anche per me, se non si trova un modo per fare un passo avanti. Basterebbe mettere da parte le singole premure».

Singole premure che però sembrano essere prioritarie un po’ ovunque. La maggioranza che sostiene il governo si presenterà disarticolata in ognuna delle sei Regioni al voto. In alcune, come in Puglia, Italia Viva ha proprio lanciato un guanto di sfida al governatore uscente Michele Emiliano, candidando Ivan Scalfarotto.

Il M5s, invece, va da solo praticamente ovunque e soltanto in Liguria c’è la possibilità di un’intesa giallorossa. La possibilità, appunto, perché la trattativa sembra ormai entrata in una fase di stallo e una soluzione appare lontana. Una caccia infinita che fa sfregare le mani al presidente uscente Giovanni Toti, riconfermatissimo dal centrodestra che, nel frattempo, ha trovato la quadra su tutti i nomi già da un pezzo.

Non mancano però i segnali di distensione. Seppur tutt’altro che decisiva, non è passata inosservata la mano tesa del segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti, che sabato scorso ha inviato almeno a «provare a unirsi nelle Regioni».

Il segretario dem oggi si è incontrato con il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi. Un’incontro durato circa un’ora, al termine del quale Conte ha espresso soddisfazione: «Piena convergenza con Zingaretti sul decreto semplificazioni da portare presto in Cdm. La pensiamo allo stesso modo: bisogna correre».

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E sul capitolo Regionali il premier ha ancora osservato: «Io non voglio forzare le valutazioni delle singole forze politiche, è giusto che ciascuna forza maturi un percorso politico nella piena autonomia. Però faccio solo un’osservazione e incito tutti a fare una considerazione, tutti gli esponenti e attivisti di tutte le forze: noi stiamo perseguendo un progetto di rilancio del Paese, lo abbiamo presentato all’intero Paese».

«Lo abbiamo condiviso con tutte le forze produttive e sociali: ho incontrato 122 sigle più tantissimi singoli cittadini. Secondo voi è giusto in sede territoriale non tener conto che quest’azione di governo si lascia ispirare da questo progetto forte?».

Da qui l’invito del presidente del Consiglio a trovare una sintesi. Già, ma una sintesi attorno a cosa? Ai nomi o ai temi? Perché sembra essere anche questo il solco da colmare, con un M5s poco disposto a scendere a compromessi e tatticismi, lasciando che a decidere siano i territori in base esclusivamente ai propri programmi.

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