Francia, morto l’autista di bus picchiato per aver chiesto di indossare la mascherina ad alcuni passeggeri

L’uomo è stato ridotto in fin di vita da due giovani che volevano salire sul bus senza mascherina, ora accusati di omicidio. Altri due trentenni sono accusati di complicità e omissione di soccorso. Da giorni l’autista era in stato di morte cerebrale

La Francia piange l’autista del bus di Bayonne che, dopo 5 giorni di agonia, è morto. Mentre lavorava è stato picchiato selvaggiamente da una banda di giovani, fra cui due pregiudicati, che si rifiutavano di indossare le mascherine – misura obbligatoria sui mezzi pubblici per evitare il contagio da Coronavirus. Philippe Monguillot, questo il suo nome, non voleva farli salire sul mezzo senza il dispositivo di protezione. Poi le botte, i giorni di agonia e il tragico epilogo. Immediata la reazione del governo: il premier Jean Castex ha parlato di «crimine abietto» che «non resterà impunito». Il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, è intervenuto sul luogo dei fatti per essere presente di persona.

La dinamica

Monguillot era in servizio sul suo autobus di linea. Ha incontrato lungo il tragitto una comitiva di 4 persone: nessuna di loro indossava la mascherina. Ha quindi chiesto in modo deciso al gruppo di poter controllare il titolo di viaggio di uno di loro, esigendo la mascherina a bordo da parte degli altri 3. Aggredito, Monguillot, 59 anni, è stato ridotto in fin di vita e ora i familiari ne hanno annunciato il decesso. Era da giorni in stato di morte cerebrale.

La reazione della politica

Arrivando a Bayonne, Darmanin ha incontrato una delegazione di personale dei mezzi pubblici che hanno espresso la rabbia della categoria, spiegando che da lunedì si asterranno dal lavoro in base al loro diritto di sciopero in presenza di minacce alla sicurezza. «È stata un’aggressione odiosa, inqualificabile, confido nella magistratura per punire gli autori di questa barbarie», ha detto Darmanin, aggiungendo che «non si tratta di un semplice fatto di cronaca».

«Il presidente della Repubblica, il primo ministro e il ministro dell’Interno – ha continuato – non permetteranno che questa violenza gratuita diventi qualcosa di banale. Il conducente di un bus deve poter guidare il suo mezzo senza rischiare la vita».

L’aggressione è stata di un’«estrema violenza», secondo la procura di Bayonne e i colpi fatali sono stati diretti alla testa della vittima. Due uomini si trovano per il momento in stato di detenzione per l’omicidio, si tratta di due giovani di 22 e 23 anni, pregiudicati. Gli altri due, di una trentina d’anni, sono accusati di complicità e omissione di soccorso e si trovano in stato di fermo.

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