Lo sfogo di un infermiere di Cremona: «Mentre pensate alle vacanze il virus fa ancora malati gravi». L’ospedale: «No ad allarmismi»

Il post su Facebook di Luca Alini: «Il virus esiste e sta mietendo ancora vittime»

«Attualmente i pazienti ricoverati con Coronavirus sono 10. La nostra Terapia Intensiva è “Free” da più di tre settimane». Arriva la risposta dell’Ast di Cremona dopo il polverone sollevato dal post pubblicato su Facebook da Luca Alini, infermiere dell’ospedale di Cremona, che ha sfogato la sua frustrazione nel vedere ricomparire il virus in maniera violenta anche negli ospedali. Nel frattempo, il post è stato cancellato. Il direttore sanitario dell’Ast, Rosario Canino, spiega che non c’è bisogno di dare sfogo «ad allarmismi privi di fondamento». Sì al senso di responsabilità e al rispetto delle norme di prevenzione (mascherina, lavaggio mani e distanziamento).

«Nulla di nuovo da aggiungere alle dichiarazioni rilasciate dei giorni scorsi rispetto alla situazione ricoveri Covid -19 all’Ospedale di Cremona. Ciò detto – conclude Canino – è fondamentale mantenere alta l’attenzione, troppa gente si è già tolta la mascherina o continua a tenerla sul collo. Le misure di prevenzione vanno rispettate con rigore perché sono un’arma di certa efficacia».

Il post

«Il Coronavirus non si è dimenticato di fare il suo lavoro. Ci risiamo – inizia il post – Non è mia abitudine farmi dei selfie, né tanto meno pubblicarli su Facebook. Questo l’ho fatto questa sera alle 22 circa, al lavoro. Non è una foto di marzo o di aprile. In reparto abbiamo ricominciato a ricoverare pazienti Covid con gravi insufficienze respiratorie».

Nei giorni in cui il dibattito sulle terapie intensive torna a essere cruciale – sia per gli scontri tra medici e virologi, sia per il controverso conteggio nei dati nazionali – e nei giorni in cui l’Italia è alle prese con la gestione dei contagi e le riaperture estive, Alini ha riportato la testimonianza di quello che sta succedendo nei reparti di un ospedale lombardo, che aveva dimesso l’ultimo paziente della prima ondata il 30 giugno e che ora ha ricominciato ad accoglierne altri in gravi condizioni.

«Il virus esiste ancora – ha sottolineato l’infermiere -. La maggior parte delle persone ormai pensa al mare, alla montagna, all’aperitivo con gli amici, alla gita del week end. Se qualcuno conosce una persona che ha perso uno dei suoi cari a causa del virus, provi a chiedere e sentire cosa ne pensa. Nel frattempo, noi continuiamo a fare quello che facciamo sempre, anche se adesso non siamo più eroi o angeli, non abbiamo più alcun titolo onorifico».

«Noi esseri umani facciamo finta che non esista – ha aggiunto – qualcuno pensa non sia mai esistito, altri che sia un’ invenzione delle case farmaceutiche o di qualche altra fantomatica lobby segreta. Niente di tutto ciò. Il virus esiste, non è magicamente sparito, e sta mietendo ancora vittime in altre parti del mondo».

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