Coronavirus, nessun legame tra geloni nei bambini e infezione. Lo studio del Policlinico di Bari

I geloni e le eruzioni cutanee sui bambini date dalla malattia di Kawasaki erano state associate dai pediatri al Covid-19. Ora lo studio può far rientrare l’allarme

Nessuna correlazione tra la comparsa dei geloni nei bambini e l’infezione da Coronavirus. Lo studio effettuato dal Policlinico di Bari e pubblicato dalla rivista scientifica inglese British Journal of Dermatology rassicura su una delle ipotesi che più aveva preoccupato genitori e pediatri da quando è scoppiata la pandemia.


Il fenomeno dei geloni, segnalato dai pediatri in più Paesi, aveva attirato subito l’attenzione del mondo delle medicina. In modo più specifico i pediatri si erano interrogati sulla possibilità che vi fosse una correlazione tra la malattia di Kawasaki e il Coronavirus, visti i numeri di casi sempre più frequenti sparsi nel mondo.

La preoccupazione era arrivata anche dall’ospedale di Bergamo, dove il reumatologo pediatra dott. Lucio Verdoni, dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, aveva riscontrato un’incidenza infiammatoria 30 volte superiore al passato. Tra i sintomi della malattia che si manifesta nei bambini dagli 1 a 8 anni di età, febbre prolungata ed esantemi (eruzioni cutanee).

La ricerca

I ricercatori hanno preso in esame le lesioni alla pelle, anche conosciute come “geloni”, comparse sui bambini durante il periodo di emergenza Covid-19. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione dal Comitato Etico, il gruppo di lavoro guidato dal direttore del reparto di Malattie Infettive, Desirée Caselli e da Maria Chironna, responsabile del Laboratorio Epidemiologia molecolare di Bari, ha esaminato 38 casi.

Bambini e ragazzi con alterazioni della pelle sono stati sottoposti al tampone naso faringeo per la ricerca del virus. In tutti i casi presi in esame il risultato è stato negativo, così come la presenza di anticorpi nel sangue.

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