Fondi Lega, per il gip i commercialisti presero soldi pubblici. E il prestanome Sostegni resta in carcere

Disposta la custodia cautelare per Luca Sostegni. Al telefono con Michele Scillieri, minacciava di «scoperchiare il pentolone» se non avesse ricevuto 30mila euro

Emergono nuovi dettagli sulla vicenda dell’acquisizione del capannone di Cormano da parte della Lombardia Film Commission e dei commercialisti ritenuti vicini alla Lega, accusati di vari reati di natura economica. Ed è per l’evolversi rapido della situazione che Luca Sostegni, il presunto prestanome di Michele Scillieri, commercialista vicino al partito di Matteo Salvini, deve restare in carcere.


Il gip di Milano, Giulio Fanales, ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare: Sostegni stava per lasciare l’Italia alla volta del Brasile quando è stato fermato. Adesso è accusato di peculato ed estorsione. I tre commercialisti indagati sono Alberto Di Rubba, ex presidente del cda della Lombardia Film Commission, Andrea Manzoni e Michele Scillieri.

I primi due sono revisori contabili del Carroccio alla Camera e al Senato. Stando alle indagini, i commercialisti avrebbero preso soldi pubblici: l’operazione che portò la Lombardia Film Commission a comprare a prezzo gonfiato un immobile ha «natura sostanzialmente appropriativa, concretizzando di fatto l’impossessamento» da parte dell’allora presidente Alberto Di Rubba «e dei suoi sodali, del capitale giacente sul conto della fondazione, vincolato alla destinazione pubblicistica e versato alla società Immobiliare Andromeda», gestita da Michele Scillieri.

Sono le parole che il gip Fanales ha scritto nell’ordinanza di custodia a carico del presunto prestanome Sostegni.

Le intercettazioni e gli appunti sui soldi

Sempre dall’ordinanza emessa oggi, si apprendono stralci di conversazioni tra Sostegni e Scillieri, in cui il primo chiedeva al commercialista soldi per restare in silenzio. «Spiegava telefonicamente come non comprendesse la ragione per la quale – Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, ndr. – preferissero, per risparmiare “pochi soldi”, fare “scoperchiare il pentolone, che può fargli danni assurdi”». Questo uno dei motivi per cui si configurerebbe il reato di estorsione: da ieri, Sostegni ha iniziato a collaborare con i magistrati.

L’uomo, fermato il 16 luglio dalla Guardia di finanza mentre stava per partire, è stato trovato in possesso di materiale utile agli inquirenti. «All’interno dei bagagli custoditi – in un hotel a Milano, i finanzieri hanno trovato oltre ai biglietti per un bus e un aereo con destinazione in Brasile – un appunto manoscritto». Su quel foglio, i conti del denaro ottenuto in cambio del silenzio su presunte pratiche poco chiare relative a fondi leghisti. «25.000 (5.000) – mercoledì 15 Euro 7.000 – rimanenza 18.000 – a partire dal 20 settembre ogni 20 gg circa», si legge nell’ordinanda di Fanales.

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