Troppi incidenti con i monopattini elettrici? L’assessore lombardo: «Io vorrei toglierli dalle strade»

L’assessore alla Sicurezza della Lombardia Riccardo De Corato propone un censimento degli incidenti che hanno coinvolto i monopattini. E non solo: vuole anche norme più stringenti sul loro utilizzo

Andrea Cacciari aveva 60 anni. Era un impiegato e viveva a Budrio, un comune di 18mila abitanti vicino a Bologna. L’11 giugno, mentre stava andando al lavoro, si è scontrato con una macchina. Poche ore dopo ha perso la vita. Una tragedia, certo. Esattamente come quella delle altre 477 persone che dall’inizio del 2020 sono rimaste uccise in incidenti stradali. Eppure la morte di Andrea è stata ripresa da diversi media nazionali perché per la prima volta uno di questi incidenti è avvenuto con un monopattino elettrico.

Non esistono dati ufficiali. Quello che è certo però è che negli ultimi mesi la definizione delle norme per la micromobilità elettrica, l’attivazione di diversi servizi di sharing e il bonus mobilità hanno messo le basi per una diffusione di questo mezzo di trasporto sulle strade del Paese. Oltre ai numeri dei monopattini sono cresciuti anche quelli degli incidenti. Non è chiaro però se questi numeri stiano crescendo semplicemente perché il monopattino comincia a diffondersi o perché si tratta di un mezzo più pericoloso degli altri.

Il censimento degli incidenti

Riccardo De Corato (Fdi) è l’assessore alla Sicurezza della Lombardia, uno dei territori in cui sono stati riportati più incidenti. La sua ricetta per gli incidenti in monopattino parte da un censimento, come spiega a Open: «Ho chiesto ad Areu, la socieà che fa intervenire i mezzi di pronto soccorso, di fare una casistica degli interveniti che sono stati effettuati a seguito di incidenti in cui sono stati coinvolti dei monopattini».

Ma non solo. Per De Corato il problema è che non sono state prese in considerazione le potenzialità del mezzo: «La questione è stata introdotta con molta semplicità, sia da alcuni comuni che dal governo. Sono state messe a disposizione risorse rilevanti per favorire l’acquisto di questi mezzi senza tenere conto che non c’è ancora una disciplina ben definita».

Come abbiamo spiegato in questa guida, le norme sulla micromobilità elettrica esistono. Vanno dal limite di velocità ai 25 km/h all’obbligo di indossare il casco per i minori di 18 anni. Per De Corato però non bastano: «Chi usa il monopattino dovrebbe avere una copertura assicurativa e dovrebbe indossare sempre il casco».

Proprio sul casco ci sarebbe anche il problema dei servizi di sharing. Fra le principali aziende che permettono di usare monopattini elettrici nelle città, nessuna fornisce in dotazione un casco: «Guardi, se io fossi assessore in uno dei comuni dove c’è lo sharing dei monopattini come Milano li toglierei proprio dalla strada, almeno fino a quando non ci sarà una normativa più precisa».

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