In spiaggia chiede il distanziamento per il figlio malato ma viene aggredita: «Il Coronavirus non esiste»

«È malato da anni di Tbm, la sindrome di Williams-Campbell, che parte dalla trachea, poi colpisce i bronchi e se non curata porta alla morte. Ho paura della gente. Ho paura della cattiveria e dell’ignoranza» racconta la madre del bambino al quotidiano “il Tirreno”

«Il Coronavirus non esiste. Se suo figlio è malato lo tenga chiuso in casa». Questa la frase che due turiste, in Toscana, hanno gridato alla madre di un bambino con problemi respiratori e da poco sottoposto a un trapianto di trachea. La donna aveva chiesto di rispettare il distanziamento sociale in spiaggia.

Cosa è successo

A raccontare la vicenda è Il Tirreno secondo cui i fatti si sono verificati sabato pomeriggio a Massa Carrara quando due donne improvvisamente hanno deciso di srotolare un telo mare accanto al bambino. Così vicino da toccargli i piedi. «Ho visto mio figlio guardarmi con occhi increduli e impauriti, come a volermi chiedere “mamma possono farlo?» racconta la donna che, a quel punto, è intervenuta ricordando alle due ragazze il rispetto del metro di distanza. Non per capriccio ma per una necessità. «Se è ammalato se lo tenga chiuso in casa, oppure si sposti lei» le hanno risposto.

«Ho perso la calma. Ho indossato la mascherina, perché mi sono venute vicino al volto, aggredendomi verbalmente, simulando di toccare mio figlio, rimasto impietrito seduto sulla sua sdraio, sbeffeggiandoci, urlando che il Covid non esiste e che stavamo limitando la loro libertà. Noi che abbiamo passato due anni tra casa e ospedale, 13 ore in sala operatoria, giorni interminabili in rianimazione» continua la donna.

La malattia del figlio

Il figlio ha paura di «essere toccato, di ammalarsi di Coronavirus perché per lui sarebbe letale». Vorrebbe tornare a scuola ma non può, ha trascorso quattro mesi di isolamento con la madre, senza vedere nessun altro. Il prossimo 17 agosto dovrà sottoporsi a nuovi controlli in ospedale e probabilmente anche a una nuova operazione. «È malato da anni di Tbm, la sindrome di Williams-Campbell, che parte dalla trachea, poi colpisce i bronchi e se non curata porta alla morte. Ora ho paura della gente. Ho paura della cattiveria e dell’ignoranza» confida la donna a il Tirreno.

Ad aiutare mamma e figlio ci hanno pensato i bagnanti. Le due donne, invece, si sono allontanate, forse dopo la minaccia di chiamare i carabinieri. Ora, però, il bambino ha paura di uscire di casa. Teme di incontrarle di nuovo.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/DIEGO TARALLETTO

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