Violenza sessuale, la Procura chiede il giudizio immediato per l’ex assessore di Milano accusato di aver stuprato l’amica in garage

Vittime del giornalista ed ex assessore anche altre sette donne che adesso hanno trovato il coraggio di parlare ma che non hanno sporto querela. Lui rigetta ogni accusa

Si aggrava la posizione di Paolo Massari, giornalista ed ex assessore all’Ambiente del Comune di Milano, accusato di aver violentato un’amica imprenditrice (in passato sua compagna di scuola). Per lui la Procura di Milano ha chiesto il giudizio immediato: l’istanza è stata presentata dalla pm Alessia Menegazzo al gip Lidia Castellucci.

Altre sette donne lo accusano

Secondo l’accusa, Massari – che si trova ancora in carcere – avrebbe stuprato la donna nel garage del palazzo in cui vive e dal quale si accede al suo loft. L’imprenditrice, subito dopo l’aggressione, è scappata senza abiti addosso ed è stata soccorsa dalla polizia mentre vagava per Milano nuda. Intanto, altre sette donne hanno raccontato alla pm di essere state vittime del giornalista: nessuna di loro, però, ha sporto querela. Così come la funzionaria del consolato norvegese e un impiegata che nel 2010 decisero di inviare una lettera all’allora sindaca di Milano Letizia Moratti in cui raccontarono ciò che era accaduto. In quella circostanza, la prima cittadina rimosse subito l’ex assessore dal suo incarico.

Cosa è successo

Tutto sarebbe cominciato sabato 13 giugno 2020, quando Massari aveva dato appuntamento all’amica che, a causa della pandemia da Coronavirus, stava passando un momento difficile. Dopo un aperitivo, i due avevano deciso di andare a cena: con una scusa – quella di lasciare lo scooter nel suo box – l’avrebbe aggredita nel garage del palazzo in cui risiede. Lui si è sempre difeso parlando di rapporto consenziente. Il giornalista adesso è stato sospeso sia da Mediaset che dall’albo.

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