Ecobonus al 110% pienamente operativo: cos’è, come funziona, chi può richiederlo (e come)

Le spese, i tetti massimi e le condizioni per poter accedere alle agevolazioni fiscali per condomini, case indipendenti e villette a schiera

«Nel segno del #GreenNewDeal, pienamente operativo il superbonus 110%». L’annuncio del ministro dell’Economia Gualtieri e del ministro dello Sviluppo economico Patuanelli segna l’ufficiale definizione dei requisiti tecnici delle agevolazioni fiscali, previste e potenziate dal decreto Rilancio, rivolte a diversi ambiti tra cui quello dell’edilizia, e in particolare dell’efficientamento energetico degli edifici.

Una spinta verde che, oltre ad avere obiettivi di ripartenza per i molti settori economici traumatizzati dall’arresto forzato causa Covid-19, fa da eco alle ultime tendenze europee di consapevolezza «green». Di cosa si tratta esattamente e quali sono nello specifico le caratteristiche dell’ecobonus 2020?

Che cos’è

Con Ecobonus si intende l’insieme di detrazioni, e quindi agevolazioni, per tutti gli interventi edilizi volti al cosiddetto «efficientamento energetico», e cioè alla messa in condizione, di edifici pubblici e privati, di poter contenere i consumi energetici. L’obiettivo è quello di rendere ottimale il rapporto tra il fabbisogno energetico dell’edificio in questione – luce e gas per esempio – e il livello di emissioni prodotte, in molti casi nocive per ambiente ed esseri umani.

Introdotto dalla legge finanziaria del 2007, nei suoi termini generali dunque l’Ecobonus rappresenta una delle agevolazioni più importanti per chi intende fare lavori in casa, nel proprio condominio o nella propria azienda e, finora, ha previsto aliquote ordinarie del 50 e del 65%. I sostegni a spese per caldaie, sostituzione di finestre e pompe di calore, sono stati mantenuti negli anni dalla proroga delle detrazioni, fino alla legge di Bilancio 2020.

Come funziona

Le novità più evidenti del decreto Rilancio sull’ecobonus 2020, riguardano prima di tutto il maxi sgravio fiscale pari al 110% per le spese sostenute in casa con gli obiettivi di efficientamento energetico, dalla data del 1° luglio 2020 a quella del 31 dicembre 2021. L’altra novità, per la nuova aliquota, è la ripartizione della detrazione in 5 anni, piuttosto che nei 10 previsti dall’Ecobonus precedente.

In forma alternativa e non meno rilevante, la possibilità di cedere il credito d’imposta, ottenendo uno sconto in fattura all’impresa, che può a sua volta ricorrere alla cessione. L’agevolazione, dunque, potrà essere anche ceduta a banche, assicurazioni o all’impresa che effettua i lavori sotto forma di sconto in fattura.

All’Ecobonus, che riguarda nello specifico il capitolo “risparmio energetico”, si affiancano poi altre tipologie di agevolazioni, descritte nei dettagli nelle ultime bozze del decreto Requisiti e del decreto Asseverazioni, diffuse dal ministero dello Sviluppo economico e riguardanti:

  • ristrutturazioni edilizie (bonus casa);
  • interventi antisismici (sisma bonus);
  • riqualificazione delle facciate (bonus facciate);
  • acquisto di mobili ed elettrodomestici (bonus mobili);
  • in linea con gli obiettivi ambientali, la riqualificazione delle aree verdi (bonus verde).

Le spese coperte: tipologia, tetto massimo e condizioni

Secondo l’art.119 del decreto Rilancio, l’ecobonus 2020 interviene in aiuto di tre macro tipologie di spese:

  • gli interventi di isolamento termico di superfici situate all’interno di edifici plurifamiliari e che abbiano un’incidenza sulla «superficie lorda» dell’intera struttura superiore al 25%. Sono agevolate cioè le spese per la coibentazione termica con un tetto massimo di 40mila euro per i condomini da 2 a 8 unità. Fino a 30mila per i condomini più grandi;
  • gli interventi per la sostituzione di climatizzazione sulle parti comuni degli edifici con impianti centralizzati a efficienza almeno pari alla classe A. Il tetto di spesa in questo caso tocca i 20mila euro per i condomini da 2 a 8 unità immobiliari, 15mila per i condomini più grandi;
  • gli interventi per la sostituzione di climatizzazione sugli edifici unifamiliari indipendenti e su quelli unifamiliari situati all’interno di edifici plurifamiliari (più semplicemente villette a schiera), con impianti per il riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda a pompa di calore, inclusi impianti ibridi o geotermici. Il tetto massimo di spesa per le case indipendenti e villette a schiera è di 30mila euro per il cambio caldaia e 50mila per la coibentazione dell’edificio.

Le spese andranno effettuate entro il 31 dicembre 2021 mentre per l’edilizia sociale vengono previsti sei mesi di tempo in più. Per tutte e tre le tipologie di interventi elencati è necessario che i lavori siano volti a un miglioramento almeno di due classi energetiche in più dell’edificio in questione, «o una sola classe nel caso quella di partenza sia un A3», come si legge nel testo diffuso dal ministero Sviluppo economico. Miglioramento che andrà provato con due attestazioni di prestazione energetica (Ape) risalenti, rispettivamente, all’inizio e al termine dei lavori.

Esempio di attestazione di prestazione energetica (Ape)

Oltre all’aliquota pilastro del 110%, rimangono, con un leggero aumento, anche le aliquote minori dell’ecobonus standard citate all’inizio, prevedendo un 65% di aiuti per le case indipendenti e un 75% per i condomini. In questo caso la restituzione fiscale rimane però a 10 anni ed è rivolta alla serie di interventi su serramenti e infissi, pannelli fotovoltaici, tende da sole, a patto che questi siano svolti in abbinamento con una delle tre tipologie di miglioramento elencate sopra.

Di seguito, la tabella completa degli interventi consentiti per l’ecobonus al 110%, nell’ultima bozza del decreto Requisiti diffusa dal ministero dello Sviluppo economico:

Chi può richiederlo

L’ecobonus 2020 può essere richiesto da tutti i contribuenti che risultino possessori di un immobile da sottoporre a miglioramento energetico. All’interno dell’elenco dunque non solo i proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, affittuari e condomini, ma anche gli Istituti autonomi, case popolari, le Onlus, le cooperative di abitazione, le associazioni sportive dilettantistiche per i soli lavori dedicati agli spogliatoi.

Si può accedere con un limite di due abitazioni a contribuente, anche trattandosi di seconde case. Cassa chiusa invece nel caso di abitazioni di lusso, anche quando si tratta di prima casa. Tra le regole specifiche di agevolazione, in un complesso di abitazioni servite da impianto autonomo di riscaldamento non sarà possibile usufruire dell’ecobonus al 110% sul cambio della caldaia singola, perché non rientrante nella dicitura di lavoro condominiale.

Come richiederlo

Il primo passo da compiere è registrarsi e accedere al sistema dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie (Enea). Sarà necessario inserire i dati anagrafici del beneficiario della detrazione e, a seguire, tutti i dati relativi all’immobile su cui vengono svolti gli interventi. A seguire, dopo la compilazione di allegati e la verifica della documentazione inserita, si potrà procedere all’invio della dichiarazione tramite sistema.

Per le auto Ecobonus è già partito

L’incentivo per le auto è entrato in vigore il 1° agosto e ha come obiettivo quello di sostenere l’acquisto di auto elettriche e ibride, ma anche Euro 6 con forme tradizionali di alimentazione. Fino alla data del 31 dicembre sono previsti 50 milioni di euro da riservare all’agevolazione auto, di cui quasi 10 sono stati già spesi in questo primo periodo. Una somma da aggiungere ai fondi già stanziati, pari a 100 milioni di euro per l’anno in corso e 200 milioni per il 2021.

Possibile richiedere il contributo per i veicoli a basse emissioni M1, fino a 8mila euro per l’acquisto con rottamazione e a 5mila euro per l’acquisto senza rottamazione. Il venditore potrà poi anche aggiungere all’ecobonus un ulteriore sconto fino a 2mila euro.

Alla categoria M1, nel 2020 si è aggiunta anche la fascia di veicoli con emissioni di Co2 non superiori g/km. Devono essere immatricolate in Italia nel periodo che va dal primo agosto al 31 dicembre 2021 con un prezzo, comprensivo di optional ma escluso di partita Iva, inferiore a 40mila euro per le auto con emissione di Co2 fino ai 60 g/km, inferiore a 50mila quelle fino ai 110 g/km. Per quest’ultimo caso la classe dell’auto non deve essere inferiore all’Euro 6 di ultima generazione.

Elettrico e ibrido

Se si decide di acquistare un’auto elettrica, e quindi con emissioni da 0 a 60 g/km, l’incentivo ecobonus può arrivare fino ai 10mila euro con la rottamazione, 6.500 senza rottamazione. Per le ibride invece si hanno aiuti fino a 6.500 euro, 3.500 senza rottamazione.

Sconti per Euro 0, Euro 3 fino alla classe 6

L’ecobonus auto prevede agevolazioni anche per i passaggi di proprietà delle auto usate. Rottamando un veicolo usato tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2020, nelle classi da Euro 0 a 3, e allo stesso tempo acquistandone un altro usato Euro 6 o con emissioni di Co2 inferiori o uguali a 60 g/km, si può pagare il 60% degli oneri fiscali sul trasferimento di proprietà del veicolo acquistato. Per chi invece rottama un secondo veicolo di categoria M1, è previsto un ulteriore incentivo di 750 euro, da sommare ai 1.500 già attribuiti al primo veicolo o da utilizzare come credito di imposta entro tre anni per l’acquisto di monopattini e biciclette elettriche, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica sostenibile.

Per prenotare l’incentivo è necessario collegarsi alla piattaforma online ecobonus.mise.gov.it e compilare la richiesta entro fine anno.

Leggi anche: