​Libia, Serraj e Saleh annunciano cessate il fuoco ripresa di produzione ed esportazione del petrolio. Elezioni a marzo

Germania, Egitto e Italia i primi Paesi a congratularsi con i libici. La Farnesina «auspica una concreta applicazione a tutte le articolazioni dell’industria petrolifera libica su tutto il territorio del Paese»

«In base alla responsabilità politica e nazionale, alla luce della situazione attuale che sta vivendo il Paese e la regione, e alla luce dell’emergenza Coronavirus, il capo del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez Al Sarraj, ordina a tutte le forze militari di osservare un cessate il fuoco immediato e di fermare tutte le operazioni di combattimento in tutti i territori libici». L’annuncio è storico ed è stato fatto attraverso la pagina Facebook del governo di Tripoli.

Il capo del governo riconosciuto dall’Onu spiega che «pervenire a un cessate il fuoco effettivo esige che le zone di Sirte e Jufra siano demilitarizzate e che le le forze di sicurezza di entrambe le parti si accordino sui preparativi relativi all’ordine pubblico nelle due città». Al Sarraj sottolinea che bisogna «riprendere la produzione e l’esportazione petrolifera, a condizione che i proventi siano depositati in un conto speciale della Noc ((National Oil Company, l’Eni libico, ndr) presso la Libyan Foreign Bank».

«Nello stesso contesto», annuncia che sta adottando tutte le misure «per sostenere la gestione efficiente e ideale delle risorse petrolifere e ribadisce che la Noc è l’unica ad avere il diritto di supervisionare la messa in sicurezza dei giacimenti e dei terminali petroliferi in tutta la Libia». E mentre il governo tedesco, per primo, saluta con favore le prime notizie che sono arrivate dal Paese mediterraneo, Al Sarraj annuncia che le prossime elezioni nazionali in Libia si terranno a marzo 2021.

Qualche minuto dopo il messaggio lanciato da Tripoli, anche dall’Est della Libia arriva la dichiarazione di cessate il fuoco. «Il cessate il fuoco taglia la strada a ogni ingerenza straniera e si conclude con l’uscita dei mercenari dal Paese e lo smantellamento delle milizie – afferma il presidente del parlamento libico dell’Est, Aquila Saleh -. Cerchiamo di voltare la pagina del conflitto e aspiriamo ad un futuro di pace e alla costruzione dello Stato attraverso un processo elettorale basato sulla Costituzione».

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, che è uno dei principali sostenitori dell’Est dominato da Khalifa Haftar, accoglie «con favore le dichiarazioni del Consiglio presidenziale libico e della Camera dei Rappresentanti che chiedono un cessate il fuoco e la sospensione delle operazioni militari in tutto il territorio libico». Per l’Italia, è la Farnesina a diramare una nota di congratulazioni per l’armistizio raggiunto e «auspica una concreta applicazione a tutte le articolazioni dell’industria petrolifera libica su tutto il territorio del Paese».

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