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Regno Unito, per il consigliere di Johnson chiudere le scuole danneggia i bambini più del Coronavirus

23 Agosto 2020 - 21:52 Redazione
epa08441786 A handout photo made available by n10 Downing street shows Britain's Prime Minister Boris Johnson holding a digital Covid-19 press conference in n10 Downing street in London, Britain, 24 May 2020. British Prime Minister Boris Johnson backed his Special Advisor Dominic Cummings after calls for Cummings' resignation have increased since news broke the Cummings broke lockdown regulations while showing symptoms for Covid-19. Johsnon also announced that primary schools will be reopened from 01 June.  EPA/ANDREW PARSONS / DOWNING STREET / HANDOUT This image is for Editorial use purposes only. The Image can not be used for advertising or commercial use. The Image can not be altered in any form. Credit should read Andrew Parsons/n10 Downing street. HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Secondo il capo consigliere in materia sanitaria del governo, Chris Whitty, le possibilità che i bambini muoiano di Covid-19 sono «estremamente basse» a fronte del «danno» arrecato all'infanzia dalla prolungata assenza dai banchi di scuola
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Perdere la scuola per i bambini e i ragazzi fa più danni del Coronavirus: ne sono convinti nel Regno Unito, dove a rafforzare la posizione del premier Boris Johnson arrivano ora anche le parole del capo consigliere in materia sanitaria del governo, Chris Whitty. A suo parere, le possibilità che i bambini muoiano di Covid-19 sono «estremamente basse» a fronte del «danno» arrecato all’infanzia dalla prolungata assenza dai banchi di scuola. Secondo uno studio dell’agenzia governativa britannica Public Health England (Phe), in Inghilterra i contagi nelle scuole elementari sono stati rarissimi, pari allo 0,01% del totale. Conclusioni: «E’ più facile che i bambini si prendano il virus a casa che a scuola». E se la Germania ha già riaperto le scuole, la stessa linea sembra voler essere seguita anche in Francia. La scorsa settimana lo Snuipp, il principale sindacato degli insegnanti elementari, ha chiesto il rinvio dell’inizio dell’anno per consentire agli insegnanti di prepararsi, ma il ministro dell’Educazione Jean-Michel Blanquer ha escluso nei giorni scorsi questa ipotesi. L’inizio dell’anno scolastico avverrà per tutti il primo settembre, ha ribadito.

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