Los Angeles, la polizia uccide un 29enne afroamericano: proteste e tensioni. E a Kenosha Trump chiama i manifestanti «terroristi»

Secondo quanto riferisce la polizia la sparatoria è avvenuta alla fine di un inseguimento. Nel frattempo il presidente in visita in Wisconsin è tornato ad attaccare i manifestanti

Un uomo afroamericano è stato colpito e ucciso dagli agenti della contea di Los Angeles, negli Usa. Secondo quanto riferisce la polizia, la sparatoria è avvenuta alla fine di un inseguimento e dopo che la vittima ha preso a pugni in faccia uno degli agenti. Nella notte sono scoppiate le proteste e numerosi manifestanti si sono radunati sul luogo della sparatoria con momenti di tensione.

Secondo la ricostruzione della polizia, i due agenti coinvolti avrebbero visto la vittima in sella alla sua bicicletta e avrebbero deciso di fermarlo per un controllo. A quel punto l’uomo – che la famiglia e il movimento Black Lives Matter hanno identificato come Dijon Kizzee, 29 anni – avrebbe abbandonato la bici dandosi alla fuga. Quando gli agenti lo hanno raggiunto l’uomo avrebbe opposto resistenza e avrebbe sferrato un pugno contro uno dei poliziotti. Poi avrebbe lasciato cadere alcuni indumenti a terra. A quel punto gli agenti hanno aperto il fuoco.

«Gli agenti hanno notato che all’interno dei capi di abbigliamento lasciati cadere c’era una pistola semiautomatica nera – è stato spiegato – A quel punto si è verificata la sparatoria». L’uomo è stato colpito più volte ed è morto sul colpo. I fatti di Los Angeles arrivano nel mezzo delle proteste di piazza per il ferimento da parte della polizia di Jacob Blake a Kenosha, nel Wisconsin, e per la morte a maggio di George Floyd a Minneapolis.

Trump in visita a Kenosha difende la polizia

Nel frattempo Donald Trump è stato in visita a Kenosha, la cittadina del Wisconsin dove la polizia ha sparato a un ragazzo 29enne afroamericano Jacob Blake, ferendolo seriamente e dove da giorni vanno avanti le proteste. Nella sua visita a Kenosha Donald Trump ha accusato i manifestanti di «terrorismo interno», sostenendo che la città del Wisconsin è stata devastata da rivolte «anti polizia» e «anti americane» dopo il ferimento dell’afroamericano Jacob Blake. «Questi non sono atti di manifestazioni pacifiche ma davvero di terrorismo interno», ha dichiarato il presidente americano.

Il presidente ha difeso la polizia, sostenendo che «la grande maggioranza dei poliziotti sono onesti servitori pubblici» e che a volte «qualcuno va nel pallone per decisioni difficili, che vanno prese in frazioni di secondi». Circostanze che ha paragonato nuovamente a quelle dei giocatori di golf che perdono la testa e sbagliano una buca facile. Trump ha quindi annunciato che il governo federale darà 1 milione di dollari per la polizia di Kenosha e circa 4 milioni di dollari per aiutare la ripresa delle attività economiche danneggiate dalle proteste (in gran parte negozi), nonché 42 milioni di dollari per la sicurezza pubblica nel Wisconsin.

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