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Coronavirus, stretta sugli assembramenti nel Regno Unito. Boris Johnson: «Pronti a multe e anche arresti»

10 Settembre 2020 - 00:56 Redazione
epa08441786 A handout photo made available by n10 Downing street shows Britain's Prime Minister Boris Johnson holding a digital Covid-19 press conference in n10 Downing street in London, Britain, 24 May 2020. British Prime Minister Boris Johnson backed his Special Advisor Dominic Cummings after calls for Cummings' resignation have increased since news broke the Cummings broke lockdown regulations while showing symptoms for Covid-19. Johsnon also announced that primary schools will be reopened from 01 June.  EPA/ANDREW PARSONS / DOWNING STREET / HANDOUT This image is for Editorial use purposes only. The Image can not be used for advertising or commercial use. The Image can not be altered in any form. Credit should read Andrew Parsons/n10 Downing street. HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Il premier ha anche parlato della necessità di svolgere «test di massa» e ha fissato l'obiettivo di 500.000 tamponi al giorno per la fine ottobre
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Sei persone, non di più. Questo il limite legalmente vincolante dopo che nel Regno Unito è stato ripristinato il divieto di assembramento, in vigore da lunedì 14 settembre, nel tentativo di contenere l’ondata di nuovi contagi da Coronavirus. L’annuncio ai cittadini è arrivato dal premier Boris Johnson in un briefing a Downing Street. «Ogni violazione – ha allertato Bojo – sarà considerata una violazione della legge» e ha fatto sapere che la polizia – a differenza del passato – avrà il potere di imporre multe da 100 a 3.200 sterline «e persino di procedere all’arresto in caso di resistenza e non osservanza delle norme». Nello stesso briefing il premier ha parlato della situazione a proposito della ricerca su vaccini e terapie contro il Coronavirus. «Si va avanti ma non ci siamo ancora, i risultati finali non sono certi», ha detto Bojo riferendosi allo stop temporaneo alla sperimentazione del prototipo di vaccino dell’università di Oxford. Poi ha parlato della necessità di svolgere «test di massa» e ha fissato l’obiettivo di 500.000 tamponi al giorno per la fine ottobre.

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