Legge Zan, tremila persone in piazza a Milano per chiedere l’approvazione. Anche Beppe Sala favorevole

La dicussione in aula era partita a inizio agosto ma è stata rimandata a causa dell’ostruzionismo dell’opposizione e per dare spazio al decreto semplificazione, al voto del referendum e delle regionali

L’estate è passata, ma la legge Zan contro l’omotransfobia (ancora) no. Per chiederne una rapida approvazione 3 mila persone sono scese in piazza oggi a Milano per chiedere al Parlamento «una buona legge contro l’omolesbobitransfobia e la misoginia» dopo l’ostruzionismo di una parte dei deputati e i rimandi estivi. Il cosiddetto ddl Zan, dal nome del primo firmatario, il deputato del Pd Alessandro Zan, dovrebbe sbarcare in aula il 20 ottobre ed essere approvato a stretto giro. Estenderebbe le protezioni attualmente in vigore per le etnie e l’orientamento religioso previste dalla cosiddetta legge Mancino del 1993 anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere.


Sul palco, insieme ai Sentinelli e agli altri organizzatori, anche Elly Schlein, vice presidente dell’Emilia Romagna, Alessandro Zan, relatore della proposta di legge, Maria Antonietta D’Oria, sindaca di Lizzano, che ha difeso i suoi concittadini che protestavano contro il rosario. E poi ancora la senatrice M5S Alessandra Maiorino, impegnata personalmente nell’approvazione del ddl Zan, e Gianmarco Negri, primo sindaco transgender d’italia. Negli ultimi giorni anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala si è unito all’appello, chiedendo su Twitter al Parlamento «di accelerare».

L’ostruzionismo dell’opposizione

Certo, tremila persone non sono numeri «sbalorditivi» come ha detto Luca Padini, portavoce dei Sentinelli, che ha espresso preoccupazione rispetto agli 800 emendamenti presentati dall’opposizione, guidata dalla Lega, tra cui anche l’eccezione di costituzionalità. Per questo motivo la conferenza dei capigruppo aveva deciso a favore di un ulteriore rinvio a ottobre, per dare spazio al decreto semplificazione e al voto del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari e delle elezioni regionali. E la discussione generale, iniziata il 3 agosto, era slittata nuovamente.

Il sostegno delle femministe

Sostenuta dai partiti di maggioranza e da un piccolo gruppo di deputati liberal di Forza Italia, la proposta di legge è stata osteggiata anche da alcune realtà femministe come Se non ora quando, contrarie all’idea che debba essere tutelata l’identità di genere, anziché l’identità basata sul sesso. Un segnale di unità a Milano è arrivato da Piazza Duomo, dove le femministe della rete Non una di meno hanno detto che la legge rappresenta «un passaggio importante» anche se non definitivo.

Foto di copertina: ANSA/Mourad Balti Touati | Manifestazione contro l’omofobia, Ora Basta! violenza e discriminazione non sono un’opinione in piazza Scala a Milano, 10 ottobre 2020

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