Educazione contro l’omofobia nelle scuole elementari: approvato emendamento alla Camera. Oggi il voto finale sul ddl Zan

Giornata decisiva per la legge contro l’omofobia, osteggiata dal centro-destra. Ieri la battaglia in Aula, invece, è stata sulle iniziative educative da portare nelle scuole

Si aggiunge un altro tassello importante alla legge contro l’omofobia. Nella serata di ieri è stato approvato alla Camera un emendamento della maggioranza che prevede iniziative educative contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia da svolgere nelle scuole di ogni ordine e grado, quindi anche in quelle elementari.


La reazione del centro-destra

Il centro-destra, da sempre contrario al ddl Zan, ha da una parte chiesto chiesto lo scrutinio segreto (non accordato dalla presidenza della Camera), dall’altra ha presentato sub emendamenti che escludevano le scuole elementari e medie da questi programmi. Alla fine, però, ha prevalso l’orientamento della maggioranza. Oggi per la legge contro l’omofobia sarà una giornata decisiva: è previsto il voto finale alla Camera.

In questi giorni hanno fatto discutere le parole di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che nel corso di un suo intervento in Aula, ha detto: «Siete sicuri che gli omosessuali di questa nazione non avrebbero voluto vedervi a lavoro per difendere le loro attività piuttosto che su questa roba qui?». Il riferimento è al ddl Zan, appunto, che sarebbe votato in un momento inopportuno cioè mentre è in corso una nuova crisi sanitaria ed economica da Coronavirus. A risponderle ci hanno pensato diversi attivisti della comunità Lgbtq+, dal cantante Tiziano Ferro allo scrittore Jonathan Bazzi, da Martina ed Erika delle “Perle degli omofobi” all’avvocata Cathy La Torre. «Sì siamo sicuri», hanno replicato in un video realizzato da Quid Media.

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Domani 3 novembre tornerà all’esame della Camera la proposta di #leggeZan contro omobitransfobia, misoginia e abilismo. La speranza concreta è quella di approvarla in tempi rapidi ma c’è ancora chi, come l’onorevole Giorgia Meloni, si chiede se la comunità LGBTQ+ di questo Paese sia sicura di volere questa legge nonostante il periodo così difficile. La nostra risposta è contenuta in questo video e invitiamo anche voi a farvi sentire: postate un breve video/Instagram Story di 15 secondi in cui rispondete “Sì, Giorgia Meloni, siamo sicuri” taggando @quid.media e @alessandro.zan con l’hashtag #ZanSiamoSicuri. Grazie a @tizianoferro, @eropietro, @avvocathy, @vladimir_luxuria, @jonathanbazzi, @francogrillini, @diegopassoni, @francesca_vecchioni, @carolinamorace_official, @lucafaber1970, @isentinellidimilano, @leperledegliomofobi, @paolocamilli, @simonealliva, @luisagarribbarizzitelli e Dario Accolla (@elfobruno).

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Foto in copertina di repertorio: EPA/RADEK PIETRUSZKA

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