Legge contro l’omotransfobia, parla Zan: «Un riscatto personale. Ho vissuto sulla mia pelle il peso delle discriminazioni» – L’intervista

Il deputato dem dedica il via libera della Camera «a chi non ha una voce e a chi subisce violenze ogni giorno». Ora la battaglia si sposta in Senato dove i numeri sono più risicati: «Speriamo nell’approvazione entro la primavera del 2021»

Il sì alla Camera alla legge contro l’omotransfobia è «un sogno realizzato» per Alessandro Zan. Il deputato democratico, “padre” del ddl, racconta a Open: «Ho sentito sulla mia pelle il peso delle discriminazioni. Le prese in giro a scuola, alle elementari, alle medie e ovviamente alle superiori. Cercavo di camuffarmi per evitare di essere insultato o emarginato, cercavo di essere conforme a uno stereotipo, nascondevo in sostanza il mio orientamento, persino al mio compagno di banco. Chissà come avrebbero reagito i miei compagni di scuola se lo avessero saputo».


«Dedicato a chi subisce discriminazioni e violenze»

Quando ieri ha sentito «la Camera approva» – 265 sì, 193 no e un astenuto con le deputate di Forza Italia Giusi Bartolozzi, Renata Polverini e Stefania Prestigiacomo che hanno votato a favore della legge – ha esultato pensando «a chi non ha una voce e a chi subisce discriminazioni e violenze ogni giorno». Con questa legge, donne come Martina ed Erika, nel mirino dei leoni da tastiera perché lesbiche, o come Camilla, a cui i vicini di casa avrebbero bucato le quattro gomme dell’auto, potranno avere giustizia. «La dedico a loro», dice Zan.

Adesso la battaglia si sposta in Senato

In Aula la situazione non è idilliaca con un centro-destra che si oppone fermamente alla legge e «alcune battutine non rivolte a me direttamente» ma che rendono il clima sempre più teso. Poi, però, ci sono le “aperture”, come quelle di Forza Italia «che ha una componente più liberal e attenta ai diritti». Ma la battaglia è solo all’inizio: dopo l’ok della Camera («se non avessero presentato tutti quegli emendamenti, l’avremmo approvata prima»), bisognerà superare lo scoglio del Senato dove i numeri sono più risicati. «Ci proviamo per riuscirci, è fattibile. Il ddl arriverà in Senato tra qualche giorno ma verosimilmente verrà approvato, se tutto dovesse andare bene, nei primi mesi del prossimo anno, comunque entro primavera, sperando di poter contare sul sostegno di una parte dell’opposizione».

La ferma opposizione del centro-destra

Sul resto dell’Aula, come ad esempio su Lega e Fratelli d’Italia, Zan sa di non poter contare affatto: «Ho sentito cose irripetibili, Sgarbi ha persino parlato di pedofilia. Vengono da una cultura sessista e patriarcale, una destra arretrata, omofoba, misogina». L’opposizione, dunque, continua a fare barricate contro il ddl Zan e ritiene che questa legge possa essere apripista del «reato di opinione» e che possa limitare la libertà di espressione. Una legge «liberticida». Osteggiata la giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, prevista dal testo per il 17 maggio e anche l’educazione contro l’omofobia nelle scuole elementari (emendamento che, alla fine, è stato approvato alla Camera).

Foto in copertina: FACEBOOK

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