L’Armenia attacca una zona residenziale in Azerbaijan. Si riaccende la tensione tra Yerevan e Baku

Colpi d’artiglieria sulla città di Ganja: il bilancio è di sette morti e decine di feriti, inclusi bambini. Non regge la tregua

Torna ai livelli di guardia la tensione tra Armenia e Azerbaijan. Le forze armene hanno attaccato la notte scorsa con colpi di artiglieria la città di Ganja, in Azerbaijan, provocando sette morti: lo ha reso noto questa mattina in un comunicato il ministero degli Esteri dell’Azerbaijan. L’attacco giunge all’indomani dell’accordo raggiunto tra Armenia e Azerbaigian per il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh, che ufficialmente è iniziato a mezzogiorno di ieri. Il ministero ha precisato che è stata presa di mira una «area residenziale» della città. Il bilancio sarebbe di sette morti e decine di feriti, inclusi bambini.


Almeno 450 morti in due settimane

La tregua di ieri ha come obiettivo quello di consentire alle parti belligeranti di scambiarsi i prigionieri e di restituire alle famiglie i corpi dei caduti. Da quando il conflitto attorno al Nagorno-Karabakh si è riacceso, meno di due settimane fa, si stima che siano morte almeno 450 persone, tra cui oltre 50 civili, e che migliaia di persone abbiano dovuto abbandonare le proprie case. Secondo il responsabile dei diritti umani della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabakh, i combattimenti hanno costretto ad allontanarsi dalla zona addirittura metà degli abitanti della regione contesa, cioè circa 70.000 persone. Ieri – secondo l’Afp – a Stepanakert si era sentita qualche esplosione in lontananza ma non si erano verificati bombardamenti intensi come quelli che hanno colpito la città negli ultimi giorni.

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