Coronavirus. La falsa notizia dei 13 neonati positivi all’Umberto I di Roma

Un allarme infondato che ha fatto arrabbiare non poco gli operatori sanitari e i cittadini. L’articolo viene modificato, senza rettifica.

«Coronavirus, nuovo focolaio a Roma: “Bambini nati infetti”, il caso nel reparto del Policlinico Umberto I» titola il quotidiano Libero in un articolo del 17 ottobre 2020. La fonte? La sezione romana della testata giornalistica Repubblica che, a seguito della smentita, cambia titolo da «Roma, cluster dei neonati all’Umberto: 13 bambini positivi al coronavirus» (ancora presente negli aggregatori di notizie come Virgilio) a «Roma, allarme cluster per i neonati all’Umberto I: tamponi a raffica “Nessun pericolo per i neonati”». Leggiamo da Virgilio:

Una partoriente è arrivata contagiata al Policlinico due giorni fa. Ieri i piccoli infettati erano quattro. Tutte le mamme e i figli sottoposti a tampone per capire chi ha contratto l’infezione…

Non solo Virgilio, diverse sono le tracce della falsa notizia che troviamo ancora nel tweet e nel post Facebook di Repubblica del 17 ottobre 2020. Dopo aver lanciato l’allarme, infondato, la testata non considera più i 13 neonati positivi e racconta tutta una storia diversa da quella iniziale, senza fare rettifica.

Il tweet di Repubblica con ancora presente, in data 18 ottobre, la notizia falsa.

A smentire tutto è stato il direttore generale dell’ospedale, Vincenzo Panella, a seguito della segnalazione ricevuta dall’articolo pubblicato online: «La notizia di neonati positivi al coronavirus” Sars-CoV-2 “presso l’Umberto I è totalmente falsa, e l’azienda si riserva di tutelare la propria immagine nelle idonee sedi e di procedere ad una denuncia per procurato allarme». Che cos’era successo? Ecco la ricostruzione:

La direzione, immediatamente interpellata, smentisce completamente la veridicità della notizia. Al Policlinico Umberto I sono oggi ricoverate 5 donne Covid-positive che hanno partorito neonati completamente sani. Per la totale sicurezza i neonati sono stati sottoposti a tampone, risultato negativo in tutti. Allo stesso modo, dall’inizio della pandemia, sono sempre risultati negativi tutti i bambini nati all’Umberto I da madre Covid-positiva.

Il post Facebook di Repubblica con ancora presente, in data 18 ottobre, la notizia falsa.

Ulteriore smentita arriva dalla Regione Lazio, come possiamo vedere dal post Facebook di Salute Lazio:

CORONAVIRUS: UNITA’ CRISI LAZIO, ‘SMENTITA DA UMBERTO I NOTIZIA SU CLUSTER NEONATI’

SORPRESI DA DIFFUSIONE FALSA NOTIZIA CHE PROCURA ALLARME

Riceviamo dalla Direzione generale del Policlinico Umberto I e dal Direttore del dipartimento materno infantile, prof. Mario De Curtis (in allegato) una secca e totale smentita alla notizia pubblicata dal sito Repubblica.it in merito ad un presunto cluster di neonati. Si resta sorpresi nel constatare che vi sia stata la diffusione di una notizia così sensibile e allarmante per la comunità senza alcuna verifica con le competenti autorità sanitarie. Si tratta di un punto nascita importante per la Capitale in cui è possibile partorire in sicurezza per le donne COVID positive. Tutti i neonati sono in buone condizioni cliniche

Un allarme infondato, che nel nuovo articolo di Repubblica viene così raccontato:

Un allarme che ha scatenato le reazioni e le preoccupazioni delle famiglie e del personale mentre erano in corso gli esami di laboratorio. L’isolamento del reparto ha alimentato la paura che il contagio fosse entrato in terapia intensiva neonatale, con gravi pregiudizi per la sicurezza dell’intero ospedale. I controlli a raffica, tuttora in corso, per escludere ogni rischio, hanno innescato una spirale di voci costringendo la direzione sanitaria ad una pubblica smentita dell’allarme contagio. Una rassicurazione che tuttavia lascia con il fiato sospeso decine di persone. In attesa degli esiti dei controlli sugli adulti.

Reazioni e preoccupazioni scatenate proprio dallo stesso articolo successivamente modificato a causa della reazione del dirigente dell’ospedale. Non un cenno di scuse nei confronti dei lettori.

C’è da ricordare che l’ospedale romano era già stato vittima tra fine gennaio e inizio febbraio di false notizie su casi infondati di positivi al Sars-Cov2 attraverso un audio Whatsapp.

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