Via libera all’offerta per l’acquisizione di Autostrade da parte dello Stato: fuori i Benetton entro tre mesi

È partita la proposta non vincolante da Cassa depositi e prestiti con un offerta tra i 7 e gli 8 miliardi di euro per l’88,06% di Aspi. Sfuma così l’ipotesi della revoca della concessione al gruppo Benetton, dopo una lunga e travagliata trattativa partita lo scorso luglio con l’ultimatum del governo

Arriva il via libera per il passaggio di Autostrade per l’Italia dal controllo del gruppo Benetton allo Stato con la regia di Cassa depositi e prestiti. È partita infatti l’offerta non vincolante da Cdp per l’acquisizione dell’88,06% di Aspi controllata da Atlantia con un’offerta tra i 7 e gli 8 miliardi di euro, da definire nelle prossime 10 settimane di approfondimento con la due diligence assieme ai fondi stranieri Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Infrastructure and Real Assets, che prenderanno poco meno della metà delle quote mentre la restante parte sarà di Cdp Equity, primo socio con il 40%.


Le tappe dell’investimento BidCo che porteranno all’acquisizione fino al 100% di Autostrade prevede dopo un mese un primo riscontro sugli approfondimenti dell’operazione. Tempo utile per i soci di minoranza di Aspi di valutare se vendere le proprie quote, a quel punto l’acquisizione potrebbe concludersi con il passaggio di tutte le quote sotto il controllo statale.

La risposta di Atlantia è prevista dalla riunione del Cda previsto oggi 28 ottobre, dopo mesi di travagliate trattative iniziate lo scorso 14 luglio, dopo il Consiglio dei ministri che aveva fatto partire l’ultimatum al gruppo Benetton sulla cessione delle quote di Aspi con l’ipotesi, in caso di fallimento della trattativa, della revoca della concessione sul servizio autostradale. Secondo i termini degli accordi, Cdp Equity come primo socio nominerà il prossimo presidente e amministratore delegato di Aspi.

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