Bielorussia, da Hillary Clinton a Věra Jourová, la mobilitazione delle donne di tutto il mondo – Il video

Per l’Italia c’è anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Nella periferia di Minsk, intanto, sta iniziando una nuova manifestazione e già si parla di nuove repressioni

«Io sono al fianco delle donne bielorusse. I stand with the women of Belarus». Firmato Hillary Clinton, ex segretaria di Stato americana ed ex candidata presidente. Con lei ci sono anche Dalia Grybauskaité, ex presidente della Lituania, Věra Jourová, politica ceca oggi vicepresidente della Commissione europea responsabile per coordinare le politiche sui valori e la trasparenza, ma anche Inés Arrimadas García, leader di Ciudadanos, la regista polacca Agnieszka Holland, l’ex presidente della Camera italiana Laura Boldrini, l’europarlamentare dei Verdi tedeschi Rebecca Harms, la sua collega lituana Rasa Juknevičienė, la fondatrice del gruppo di advocacy Defend Democracy, la politica lettone Dace Melbārde, quella lituuana Karolina Štelmokaitė e la regista polacca Małgorzata Szumowska.


La campagna, con protagoniste donne delle istituzioni, della politica e dell’arte, nel mondo, è stata lanciata da #WomenRisingForDemocracy e vuole supportare la protesta democratica in Bielorussia. Mobilitazione che vede come protagoniste fin dalla prima ora le donne contro l’ultimo dittatore d’Europa, Alexander Lukashenko. Donne scese in piazza ieri, come ogni sabato da agosto, per protestare pacificamente per la democrazia, rischiando la libertà e la vita. E che stanno scendendo in piazza anche oggi, rischiando, come spesso accade, una dura repressione. Secondo le prime cronache di questa domenica, infatti, i manifestanti che marciavano verso la zona di Kuropaty (l’area in cui vennero giustiziate migliaia di persone durante la repressione stalinista) sono stati dispersi con granate assordanti, forse anche con l’uso di armi da fuoco.

La mobilitazione in Italia

La mobilitazione è scattata fin da subito e dal momento del voto anche in Italia, a partire dalle denunce delle attiviste bielorusse nel nostro paese, ed è arrivata fino all’interno dei Palazzi. Il 1 settembre scorso le deputate Laura Boldrini e Lia Quartapelle hanno incontrato a Vilnius, capitale della Lituania, Svetlana Tikhanovskaya, leader dell’opposizione e secondo i manifestanti la vera vincitrice delle elezioni di agosto. Il 3 ottobre scorso Boldrini, Quartapelle e Emanuele Fiano sono stati bloccati all’aeroporto di Fiumicino mentre stavano per partire per Minsk per partecipare alle manifestazioni contro Lukashenko perché considerati «sgraditi dal regime». Quel giorno sono riusciti a partire solo i dem Andrea Orlando e Barbara Pollastrini.

Il 13 ottobre alla Camera dei Deputati è stato presentato il Comitato nazionale per la democrazia in Bielorussia. I promotori e le promotrici del Comitato sono Laura Boldrini, Cecilia D’Elia, Emanuele Fiano, Alessandro Fusacchia, Riccardo Magi, Andrea Orlando, Erasmo Palazzotto, Barbara Pollastrini, Lia Quartapelle, Simona Suriano, Associazione dei Bielorussi in Italia – Supolka, Cgil, Cisl, Uil, Articolo 21, Fnsi, Associazione Verso Est. Domenica scorsa il comitato ha promosso a Roma, davanti all’ambasciata bielorussa, un sit in di sostegno al movimento democratico bielorusso rilanciando l’ultimatum di Svetlana Tikanovskaya: «Dimissioni Lukaskenko, liberazione dei prigionieri politici e fine della repressione».

Video #WomenRisingforDemocracy

In copertina EPA/ETIENNE LAURENT | Hillary Rodham Clinton a Los Angeles, California, USA, 5 November 2019.

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