Il sindaco di Codogno scrive a Conte: «Già stremati dal primo lockdown: pronti al ricorso contro le chiusure delle attività»

«La chiusura totalmente indiscriminata di alcune attività, senza prendere in considerazione i sacrifici fatti da queste imprese per adattarsi ai rigidi protocolli di sicurezza e sanitari, che peraltro avevano dato buoni risultati, ci vede totalmente contrari», scrive Passerini insieme ad altri omologhi lombardi

Nell’attesa del terzo provvedimento in venti giorni, atteso per domani, cresce il fronte del No all’ormai vecchio Dpcm con le restrizioni decise dal governo per combattere la pandemia di Coronavirus. A dirlo è Francesco Passerini, sindaco di uno dei luoghi simbolo della prima ondata della pandemia, Codogno. Il primo cittadino ha deciso di prendere carta e penna recapitare una lettera aperta scritta con i colleghi sindaci e consiglieri metropolitani e provinciali lombardi, per «esprimere la nostra ferma contrarietà al Dpcm firmato lo scorso 24 ottobre».


«Abbiamo il dovere di salvaguardare i nostri cittadini. Le categorie e le attività produttive più colpite dal recente decreto, già allo stremo delle proprie forze dopo il lockdown dei mesi scorsi», si legge nella lettera. «Si tratta di scelte miopi, che affossano l’economia e di conseguenza mettono a repentaglio la salute stessa. La chiusura totalmente indiscriminata di alcune attività, senza prendere in considerazione i sacrifici fatti da queste imprese per adattarsi ai rigidi protocolli di sicurezza e sanitari, che peraltro avevano dato buoni risultati, ci vede totalmente contrari».

L’accusa poi è che «da Roma non è arrivato nemmeno un euro per i servizi aggiuntivi del trasporto pubblico locale. Infatti non è ancora stato approvato il decreto attuativo per il riparto dell’anticipazione dei primi 150 milioni sui 300 milioni di risorse stanziate dallo Stato». I sindaci quindi annunciano battaglia: «Noi amministratori non ci stiamo e siamo pronti a ricorrere contro questo decreto ingiusto, per tutelare tutte quelle attività che meritano di continuare a lavorare e tutti i cittadini lombardi che devono poter vivere in modo dignitoso».

In copertina ANSA | Il sindaco di Codogno Francesco Passerini prova uno dei nuovi banchi inviati dal ministero dell’Istruzione all’istituto comprensivo di Codogno, il comune in provincia di Lodi che per primo in Italia stato dichiarato zona rossa a causa della pandemia da Covid19. Codogno (Lo), 14 Settembre 2020.

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