Conte ha firmato il nuovo Dpcm: dalla scuola ai negozi, ecco come sarà il lockdown a tre velocità

Nonostante la pressione dei governatori, alla fine ha vinto la linea del governo: l’impianto del decreto «resta quello». L’Italia sarà divisa in tre fasce di rischio di contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel testo del documento

La firma sul nuovo decreto anti-Covid del presidente del Consiglio è arrivata dopo la mezzanotte. Al termine di trattative serrate e scontri con le regioni, che avanzavano una serie di richieste, è arrivato il via libera al decreto che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale nelle prossime ore. L’impianto del Dpcm «resta quello», sottolineano fonti vicine al governo, nonostante la pressione dei governatori che chiedevano «univoche misure nazionali e provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale». Invece, alla fine, ha vinto la linea del governo: l’Italia sarà divisa in tre fasce di rischio di contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel testo del documento e il coprifuoco resta fissato per tutto il Paese a partire dalle 22 e fino alle 5 di mattina. Tra le poche modifiche inserite nell’ultima versione del Dpcm c’è quella sui parrucchieri che resteranno aperti anche nelle zone con scenario 4.


L’ultima bozza circolata in serata

Nell’ultima bozza del nuovo Dpcm era stato fissato il coprifuoco dalle 22 alle 5, con uno slittamento, dunque, rispetto al testo circolato poche ore prima che parlava ancora delle 21 come orario massimo per la serrata. Gli spostamenti – dalle 22 alle 5 – dovranno essere motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È fortemente raccomandato, per tutta la giornata, «non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute o di necessità». Le misure entreranno in vigore domani, 5 novembre, e saranno valide fino al 3 dicembre 2020.

La bozza

Smart working, trasporti al 50% e didattica a distanza

Sospese le procedure concorsuali pubbliche e private e quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni. Smart working ai massimi livelli per il pubblico e fortemente raccomandato per il privato. Chiuse, nelle giornate festive e prefestive, le grandi e medie strutture di vendita nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali. Il trasporto dovrà rispettare in tutta Italia una capienza massima del 50% mentre le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado dovranno garantire, secondo la bozza, il 100% delle attività didattiche tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Nelle zone rosse anche per i ragazzi della seconda e terza media sarà in vigore la didattica a distanza. La mascherina sarà obbligatoria a scuola per i bambini delle elementari e delle medie anche quando sono seduti al banco.

Misure rigidissime nelle regioni a rischio

Misure più rigide per i territori a rischio dove verrà di fatto vietato «ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione», salvo che per ragioni di lavoro, studio o salute. Vietato, dunque, ogni spostamento «in entrata e in uscita» dalle regioni che si trovano nelle zone rosse. Sospese «le attività commerciali al dettaglio» fatta eccezione per l’attività di vendita di generi elementari. Consentita l’attività motoria in prossimità della propria abitazione nel rispetto del distanziamento sociale e comunque con obbligo di mascherina. Si può inoltre svolgere attività sportiva esclusivamente «all’aperto e in forma individuale». Nelle aree arancioni, invece, sospese le attività di ristorazione come bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Restano aperti solo i negozi.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/ANGELO CARCONI

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