Bonus bici, i fondi sono finiti. Ieri il ministro rassicurava: «Collegatevi con calma, anche nei prossimi giorni, ci sono soldi per tutti»

Nella notte, però, i 215 milioni di euro sono terminati. E in tanti sono rimasti a bocca asciutta. Adesso Sergio Costa promette nuove risorse economiche per soddisfare le richieste

I soldi del bonus bici e monopattini – che nasceva con l’obiettivo di incentivare la mobilità sostenibile per scoraggiare l’uso dei mezzi pubblici durante la pandemia del Coronavirus – sono finiti in 24 ore. Lo dice chiaramente un messaggio che compare nella home del sito buonomobilita.it in cui si legge che «la dotazione di risorse per l’anno 2020, pari a 215 milioni di euro, è terminata nell’erogazione dei rimborsi e nella prenotazione dei buoni». Insomma, chi è stato veloce, paziente e fortunato, nel giorno del «click day», si è aggiudicato il buono, tutti gli altri sono rimasti a bocca asciutta (almeno per ora), nonostante le rassicurazioni del ministro dell’Ambiente Sergio Costa che, proprio ieri, scriveva su Facebook: «A tutti dico: collegatevi con calma, anche i prossimi giorni. Abbiamo risorse a sufficienza per tutti. Non serve fare corse: appostiamo (sic) anche ulteriori risorse».


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600mila persone collegate

E, invece, il ministro deve aver fatto male i conti o, forse, non si aspettava un afflusso record in pochissime ore. Come documentato da Open, in più occasioni si sono collegate contemporaneamente oltre 600 mila persone sul sito creato ad hoc dal ministero. Difficile, però, pensare che nessuno potesse prevedere un afflusso così: basti pensare all’impennata della vendita di bici e monopattini negli ultimi mesi, con scaffali vuoti in alcuni esercizi commerciali.

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Alle 19.30 di ieri emessi 104mila buoni e rimborsi

Alle 19.30 di ieri le persone che avevano richiesto il buono erano state 35.714 mentre i rimborsi già attivati erano 68.556. A comunicare questi dati è stata la Sogei, società del ministero dell’Economia che gestisce il portale. Insomma più di 104 mila persone con un’affluenza di 3.000 contatti al minuto. Numeri che, a distanza di 24 ore, saranno ben più alti. «Nessuno, neanche chi gestisce questi servizi ed è abituato ad affluenze record, poteva immaginarlo», scrive il ministro Costa che, poi, ammette i numerosi problemi riscontrati nella giornata di ieri. «Numerosi problemi da risolvere, tra cui la lentezza del sistema e, in alcuni casi, dover ricominciare daccapo dopo lunghe attese. Nel pomeriggio ho sentito l’amministratore delegato di Sogei e quello di Poste» aggiunge.

Tutti i problemi riscontrati dagli utenti

In effetti molti dei problemi – a parte il sito irraggiungibile nelle prime ore, il contatore fermo in alcuni momenti della giornata e le code infinite – venivano soprattutto dallo Spid di Poste italiane che a molti non ha funzionato, salvo, come segnalato da diversi utenti, tornare ad essere operativo nel pomeriggio di ieri.

Il nostro test: dopo 12 ore abbiamo ottenuto il bonus mobilità

Nel nostro caso, come raccontato ieri, siamo riusciti ad ottenere il buono mobilità dopo oltre 12 ore. Nello specifico, dopo esserci messi in fila per tre volte e, dunque, dopo aver aspettato circa 500-600 mila persone ogni volta, siamo riusciti a finalizzare l’operazione. Il problema è stato, almeno nel nostro caso, lo SpidPoste che più volte non ha funzionato costringendoci, alla fine, a richiedere uno Spid con un’altra società. Stando alle segnalazioni giunte in redazione, lo SpidPoste ha ripreso a funzionare nel tardo pomeriggio.

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Il ministero adesso cerca nuovi fondi

Per chi non fosse riuscito nell’impresa, c’è una buona notizia. O così sembra. Sulla home del sito www.buonomobilita.it si legge anche: «Il ministero dell’Ambiente è impegnato nel reperire ulteriori risorse da appostare per l’annualità 2020 del programma sperimentale buono mobilità. Pertanto quanti abbiano effettuato acquisti di beni e servizi incentivati dal Programma tra il 4 maggio 2020 e il 2 novembre 2020 e non abbiano ottenuto il rimborso per mancanza di risorse, sono invitati a conservare i relativi documenti contabili». Insomma c’è speranza per tutti.

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