Maradona operato al cervello, resta in osservazione. La famiglia contraria all’intervento

Una volta dimesso, l’ex giocatore dovrebbe fare ritorno nella sua casa di Brandsen

Operazione riuscita per Diego Armando Maradona, ricoverato d’urgenza ieri 3 novembre per coagulo di sangue al cervello che ha richiesto l’intervento in una clinica privata di Buenos Aires. Secondo il principale quotidiano argentino, El Clarín, la famiglia «aveva messo in dubbio la decisione di operare presa ore prima dal medico; e ha anche chiesto di ritardare l’intervento, ma poi lo stesso Maradona ha deciso di farsi operare». All’ingresso dell’ospedale, ad aspettare di avere notizie sullo stato di salute del Pibe de Oro, ci sono decine di tifosi. Il chirurgo Luque ha spiegato che «l’operazione è andata bene e Maradona si è svegliato bene ed è già nella sua stanza di terapia, con tutti i parametri corretti. Ha un piccolo scarico che verrà rimosso mercoledì in giornata».


El Diez, 60 anni, lunedì era stato ricoverato in un ospedale di La Plata – dove è l’allenatore del Gimnasia – dopo essere caduto: dai controlli era emerso un ematoma subdurale. Nei giorni scorsi sempre Luque, visto il quadro clinico non proprio rassicurante, anzi, «complesso», aveva tirato in ballo problemi di anemia, ansia e depressione unite a un repentino calo di peso. Maradona trascorrerà alcuni giorni di convalescenza, ma Luque non ha precisato quanti: «dipende dal decorso, che potrebbe essere un pò più complesso di quella di un altro paziente (non più di 72 ore) a causa del quadro clinico in cui è entrato nella clinica La Plata lunedì pomeriggio». Una volta dimesso, secondo quanto riferisce El Clarin, dovrebbe tornare nella villa di Brandsen dove ha vissuto per un paio di mesi.

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