«Istituiremo il reato di islam politico». La risposta del Cancelliere Kurz agli attentati di Vienna

L’annuncio di Kurz ariva dopo il vertice anti terrorismo organizzato dal presidente francese Macron e gli attacchi terroristici che hanno scosso l’Austria e la Francia

«Istituiremo il reato di islam politico». In Austria il Cancelliere Sebastian Kurz, 34 anni, ha deciso di rispondere agli ultimi attentati di Vienna, rivendicati dall’Isis. Prima il governo ha disposto la chiusura delle moschee, considerate pericolosi focolai di estremisti, mentre adesso si prepara non soltanto a nuove chiusure ma anche a inasprire le leggi sulle associazioni legate a gruppi estremisti. Tra le proposte c’è la creazione di un registro degli Imam ritenuti pericolosi e nuove norme per bloccare i finanziamenti a sostegno del terrorismo.


Il vertice europeo con Merkel e Macron

L’annuncio su Twitter del giovane Cancelliere era atteso. Circa una settimana fa, dopo l’attentato che aveva portato alla morte di quattro persone a Vienna, Kurz aveva detto di voler creare un fronte unito insieme al presidente francese Emmanuel Macron nella «guerra contro l’Islam». Una proposta che è stata discussa durante il vertice anti terrorismo avvenuto in collegamento da Parigi anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il premier olandese Mark Rutte.

Per Macron la risposta europea dovrebbe basarsi sullo sviluppo di banche dati comuni e lo scambio di informazioni, mentre durante il vertice Merkel ha sottolineato l’importanza dei controlli ai confini dello spazio Schengen. Charles Michel ha anche suggerito di creare un istituto per formare gli Imam in Europa. Ad ogni modo, tutte le proposte dovrebbero essere presentate al Consiglio europeo del 10 dicembre.

Nel frattempo però l’Austria così come la Francia si sono già mosse. Dopo l’attacco a Vienna, oltre ad aver ordinato la chiusura di alcune moschee, le autorità austriache hanno fatto irruzione in più di 60 locali legati al movimento palestinese Hamas e ai Fratelli Musulmani. Sono stati sequestrati milioni di euro in contanti e arrestate decine di persone. Una reazione forte ma non di ampio respiro e di impatto limitato nel tempo. In Francia invece Macron – prima ancora dell’attentato a Nizza o della decapitazione di un professore nell’hinterland parigino – aveva presentato una nuova legge per contrastare il separatismo islamico, partendo dalla sorveglianza dalle moschee ma anche da investimenti mirati nell’istruzione. Rigorosamente repubblicana a laica.

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