Coronavirus, le previsioni di Arcuri: «Entro settembre 2021 tutti gli italiani potranno essere vaccinati»

di Redazione

Il commissario per l’emergenza ha assicurato che il piano per la distribuzione «è sostanzialmente pronto». Con Poste ed Eni verrà realizzato un sistema informativo per tracciare ogni singola dose

Il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, ha affermato che «a cavallo tra secondo e terzo trimestre 2021», dunque entro settembre dell’anno prossimo, l’Italia sarà «potenzialmente in condizione» di vaccinare tutta la popolazione contro il Covid-19. Arcuri è intervenuto in parlamento, davanti alle commissioni Trasporti e Affari sociali della Camera. Ha ricordato che alla struttura commissariale spetta gestire l’intera organizzazione e la distribuzione dei vaccini e ha ringraziato gli enti locali e le Forze Armate per la collaborazione che stanno fornendo. Poi ha sottolineato che il piano vaccini «è sostanzialmente pronto», aggiungendo che «quando i vaccini ci saranno noi saremo pronti, abbiamo lavorato bene e in anticipo».


L’Italia ha diritto al 13,46% delle dosi di vaccino che saranno comprate dall’Unione europea. Ciò significa che nel nostro Paese arriveranno complessivamente 202.573.000 dosi, sufficienti per l’intera popolazione e per fare i richiami. «È bene precisare», ha detto ancora Arcuri, «che nel momento in cui noi parliamo nessun vaccino è stato approvato, né dall’Ema né dall’Aifa e nemmeno dall’agenzia regolatoria statunitense. Gli studi e le sperimentazioni effettuati dalle sei aziende produttrici individuate dall’Ue sono assai incoraggianti e l’Ema ha comunicato nei giorni scorsi che potrebbe concludere l’attività di certificazione del primo vaccino Pfizer-Biontech il 29 dicembre e quella del vaccino Moderna il 12 gennaio».

Il primo vaccino presumibilmente disponibile, quello prodotto da Pfizer, sarà distribuito sul territorio nazionale direttamente dalla casa farmaceutica. Per questo tipo di vaccino, ha detto ancora Arcuri, «sono stati già individuati 300 punti di somministrazione, sostanzialmente presidi ospedalieri. L’87% di questi presidi già dispone delle celle frigorifere necessarie a conservare il vaccino a temperature estremamente basse (almeno –75 gradi centigradi), anche se le dosi dovessero restare in giacenza per oltre 15 giorni». Per quanto riguarda invece la seconda ondata di vaccinazioni, i punti di somministrazione «saranno in tutto 1.500» ed è «molto probabile che medici di medicina generale e pediatri saranno coinvolti, più avanti ancora sarà possibile coinvolgere anche le farmacie».

Con Poste italiane ed Eni, infine, «è in corso di realizzazione un sistema informativo assai evoluto che permetterà di tracciare ogni singola dose dal momento in cui arriva sul nostro territorio a quando viene somministrata, ma sarà anche in grado di attivare processi di prenotazione e rendicontazione dell’avvenuta somministrazione per ogni cittadino».

Ma chi si occuperà della somministrazione? «Stiamo prevedendo un ricorso straordinario a un gruppo fino a 20 mila professionalità che potranno essere utilizzate per il tempo di questa massiccia campagna. Queste professionalità le ricercheremo con una richiesta di manifestazione di interesse pubblico che presto emaneremo e ne coordineremo poi l’utilizzo insieme ai punti di somministrazione locali che saranno le Asl, i presidi ospedalieri e le farmacie ospedaliere», ha concluso il commissario.

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