Coronavirus, Fda: okay dagli esperti ad autorizzare il vaccino Pfizer-Biontech. In Australia stop alle sperimentazioni per falsi positivi all’Hiv

di Redazione

La raccomandazione della Food and Drug Administration statunitense apre la strada alla decisione finale e dunque all’autorizzazione del vaccino e al via libera alla sua distribuzione. In Australia sono invece state abbandonate le sperimentazioni

Usa

EPA/ETIENNE LAURENT | Los Angeles, California, USA

Si apre la strada alla decisione finale

Una raccomandazione che apre la strada alla decisione finale. Dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti arriva la raccomandazione della commissione consultiva di esperti per autorizzare la distribuzione del vaccino contro il Coronavirus sviluppato dalle società farmaceutiche Pfizer e BionTech. I voti a favore nella commissione sono stati 17, i contrari si sono espressi in 4 e c’è solo un astenuto.


Non si tratta di un parere necessariamente vincolante ma la raccomandazione apre la strada all’autorizzazione del vaccino e al via libera alla distribuzione. Stando a quanto scrive il New York Times nelle ultime ore, l’autorizzazione potrebbe arrivare anche in questi giorni, forse persino nel fine settimana. I benefici sono maggiori dei rischi: evidenzia il testo approvato dalla commissione, almeno per quanto riguarda i soggetti sopra i 16 anni di età.


Quanto alla quantità della prima disponibilità, l’amministrazione si aspetta che siano pronte nella prima tranche almeno 2,9 milioni di dosi per gli Stati Usa. I primi a beneficiare del vaccino saranno il personale medico e ospedaliero e gli ospiti delle strutture di lungodegenza.

Nyt: «Autorizzazione all’uso di emergenza già questo weekend?»

«Già sabato o domenica». Il vaccino della Pfizer BioNtech potrebbe ricevere la «piena autorizzazione all’uso di emergenza» della Food and drug administration già questo weekend, stando a quanto riporta il New York Times nelle ultime ore, menzionando fonti vicine alla Fda. Anche se per ora, il commissario della Fda, Stephen Hahn, ha detto soltanto in un’intervista che «l’ente intende agire rapidamente».

La raccomandazione del comitato di esperti arrivata poche ore fa di fatto sta facendo scattare il conto alla rovescia per avere il vaccino. Gli operatori della sanità statunitensi a questo punto si augurano di ricevere le prime dosi già la prossima settimana. Stando al Nyt, i dirigenti di Operation Warp Speed hanno garantito la spedizione del vaccino entro 24 ore dal via libera della Fda.

Australia

Stop al test sul vaccino australiano Csl a causa di falsi positivi da Hiv

Cattive notizie arrivano invece dall’Australia dove è stata abbandonata una delle quattro sperimentazioni cliniche sui vaccini in via di sviluppo per effetti inattesi. Stiamo parlando dei test avviati dall’Università del Queensland e dall’ente di biotech Commonwealth serum laboratories (Csl) che ha fermato la prosecuzione dei lavori dopo che alcuni partecipanti ai test hanno riportato falsi risultati positivi al virus dell’Hiv. Questo vaccino andato fallito era uno dei quattro che l’esecutivo australiano si era impegnato a comprare tanto che ne erano già state prenotate 52 milioni di dosi.

A questo punto il governo ha dovuto rivolgere la sua attenzione verso gli altri vaccini con risultati di successo. Il primo ministro Scott Morrison ha annunciato che aumenterà le ordinazioni da AstraZeneca e Novavax. Csl intanto ha annunciato alla Borsa australiana che non andrà oltre con la seconda e terza fase delle sperimentazioni su 216 volontari.

In una nota del Commonwealth serum laboratories, si spiega che il vaccino le cui sperimentazioni sono andate fallite ha generato anticorpi addizionali, che hanno fatto scattare alcuni test diagnostici per l’Hiv producendo falsi positivi. Dall’istituto arriva comunque la raccomandazione secondo cui non c’è alcuna possibilità che il vaccino abbia causato infezione di Hiv o altre implicazioni avverse di salute.

E a conferma di ciò sono stati fatti diversi test. Il vaccino si basa su una tecnologia chiamata molecular clamp (morsetto molecolare) la quale usa due frammenti di una proteina che si trova nell’Hiv per tenere unita la parte chiave del virus SARS-Cov-2 e consentire quindi al sistema immunitario di imparare a riconoscerlo.

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