Caso Gregoretti, Salvini: «Rivendico con orgoglio quello che ho fatto. Conte? Mi aspetto che dica la verità, senza favori»

di Redazione

L’ex ministro dell’Interno è accusato di sequestro di persona per il mancato sbarco di 131 migranti nel luglio del 2019. Il 28 gennaio sarà sentito il premier

«Rivendico quello che ho fatto con orgoglio». Così Matteo Salvini nella conferenza stampa a Catania dopo la seconda giornata di udienza del caso Gregoretti. «A differenza degli altri non cambio idea sulla base di convenienze» ha detto l’ex ministro dell’Interno, accusato di sequestro di persona per il mancato sbarco nel luglio del 2019 dei 131 migranti della nave Gregoretti. Tra le testimonianze nell’aula bunker del carcere di Bicocca, anche quella dell’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli su cui Salvini in conferenza stampa ha commentato: «Di due ore in aula, per un’ora e mezza ha detto che non si ricorda e che comunque non era responsabilità sua», ha detto. «Spero solo si ricordi chi è e dove sta», ha continuato.


Su Conte: «Pensava di farmi un torto, invece mi ha favorito»

Il 28 gennaio sarà sentito il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, come da sua richiesta. A questo proposito, Salvini ha commentato: «Il 28 gennaio Palazzo Chigi si trasformerà in un bunker. Il premier ha deciso di non andare a Catania, ma di far venire Catania a Roma. Scelte sue. Da Conte mi aspetto che dica la verità, senza favori». Salvini ha poi aggiunto: «In aula ho ricordato due passaggi del presidente Conte che ha detto: “Abbiamo lavorato noi per la ricollocazione e poi lo sbarco”; “noi” e “poi” sono due paroline che per quanto mi riguarda mi fanno dire che il processo finisce qui. Se ne è presa la responsabilità, pensava di farmi un torto, invece mi ha favorito», ha detto il leader della Lega.


Salvini si riferisce a un filmato in cui Conte, rispondendo a una domanda sul caso Gregoretti alla conferenza stampa di fine anno, dice: «Sicuramente c’è stato un coinvolgimento della presidenza del Consiglio, come è sempre avvenuto per la ricollocazione perché, con l’aiuto del ministero degli Esteri, abbiamo sempre lavorato noi per ricollocare e consentire poi lo sbarco. Non ho ancora avuto riscontri sul mio coinvolgimento per quanto riguarda lo sbarco, se troverò un frammento di coinvolgimento sarò io il primo a dirlo».

Rimandata l’udienza preliminare a Palermo per il caso Open Arms

Insieme al processo Gregoretti, oggi 12 dicembre, si sarebbe dovuta tenere anche l’udienza sul caso Open Arms a Palermo, per cui Salvini risponde sempre dell’accusa di sequestro di persona aggravato per il mancato sbarco di 150 migranti a bordo della Ong spagnola che, nell’agosto del 2019, rimase in attesa per 19 giorni. L’udienza però è stata rimandata al 9 gennaio a causa della concomitanza con quella di Catania.

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