Toninelli in aula per il processo a Salvini: «Lo stop a Open Arms? Non ricordo, è passato tanto tempo»

di Redazione

L’ex ministro è stato ascoltato a Catania nell’udienza preliminare sul caso Gregoretti, che vede Salvini accusato di sequestro di persona

«Non ricordo, è passato tanto tempo…». Così l’ex ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha risposto nell’aula bunker di Catania all’avvocato Giulia Buongiorno nell’ambito del processo che vede l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini accusato di sequestro di persona per il mancato sbarco nel luglio del 2019 dei migranti dalla nave Gregoretti. In un passaggio dell’udienza, riferendosi al caso della Ong Open Arms, nell’agosto del 2019, Buongiorno ha chiesto a Toninelli, allora ministro dei Trasporti, se «ricordasse di avere firmato questo divieto di ingresso di transito e sosta che poi viene annullato dal Tar. C’è anche la sua firma su su questo episodio, la può riconoscere la sua firma?». Toninelli ha detto di non ricordare.


«Salvini era l’uomo forte del governo, scarica le colpe su di me»

A quel punto, Bongiorno ha replicato ricordando all’ex ministro un suo post pubblicato su Facebook. Parlando più in generale della linea del governo Conte 1, Toninelli ha poi dichiarato che l’obiettivo «era quello di fare interessare gli altri Stati europei al collocamento dei migranti. Ma ogni sbarco era un caso a parte». «Per l’assegnazione del porto sicuro a terra c’è un mandato unico al ministro dell’interno, che è il responsabile. Stiamo assistendo invece al tentativo di scaricare sul ministero dei Trasporti responsabilità sue», ha detto Toninelli dopo la testimonianza, parlando di «un tentativo realizzato dall’uomo che diceva di difendere i confini italiani, che era l’uomo forte al governo».


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