Matteo Salvini oggi in tribunale per il caso Gregoretti, rinviata al 9 gennaio l’udienza Open Arms

di Giada Ferraglioni

Accusato in entrambi i casi di sequestro di persona aggravato, Salvini avrebbe dovuto fronteggiare nello stesso giorno i due processi autorizzati dal Senato ma la difesa ha chiesto e ottenuto il rinvio per l’udienza palermitana

Per l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini oggi, 12 dicembre, sarebbe dovuta essere una giornata piuttosto impegnativa con un doppio processo in due città diverse. Da una parte Palermo per la prima giornata di udienza preliminare del processo sul caso Open Arms, dall’altra la convocazione davanti al gup di Catania per la seconda giornata di udienza preliminare sul caso Gregoretti, nell’aula Bunker del carcere di Bicocca. Data la concomitanza dei due processi, la difesa ha però chiesto e ottenuto il rinvio dell’udienza palermitana per il caso Open Arms. La nuova data sarà quella del 9 gennaio.


«Parlavo con il mio avvocato, è difficile essere in contemporanea sia a Catania che a Palermo», aveva detto Salvini. «Non so come funzioni, però, se saremo alle 9.30 a Catania non potrò essere a Palermo. Andrò un’altra volta a Palermo, per rispondere sempre alla stessa accusa di sequestro di persona aggravato e continuato». I due appuntamenti si erano sovrapposti a seguito di alcune giornate di protesta organizzate dagli avvocati della città, che hanno protestato per via delle loro condizioni di lavoro in epoca Coronavirus.


L’udienza sul caso Gregoretti era invece inizialmente prevista per il 3 dicembre, ma le manifestazioni avevano fatto slittare gli appuntamenti in calendario. Nel contesto catanese sono stati ascoltati anche l’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, l’ex ministra della difesa Elisabetta Trenta e il premier Giuseppe Conte, che ha però chiesto di essere ascoltato a Roma.

Il processo Gregoretti

Durante l’udienza dello scorso 3 ottobre, il gup si era riservato di approfondire le indagini prima di decidere se rinviare o meno a giudizio il segretario leghista. L’accusa contro Salvini è quella di sequestro di persona aggravato, in relazione alla gestione dello sbarco di 131 migranti dalla nave Gregoretti, avvenuto nel luglio del 2019 a Siracusa. Secondo il tribunale dei ministri, il segretario della Lega avrebbe violato le leggi internazionali sull’obbligo di soccorso (convenzione Sar e Solas e convenzione Unclos).

I legali del senatore, su tutti l’ex ministra Giulia Bongiorno, avevano fatto leva sul fatto che Salvini non avesse agito da solo, ma con la collaborazione degli altri ministri interessati del Conte I – tra cui il primo ministro e l’altro ex vice-premier, Luigi Di Maio. Nel processo (ma non si sa ancora quando, come per Di Maio) verrà ascoltata anche l’attuale ministra dell’interno Luciana Lamorgese che, nonostante i recenti cambi di passo sui Decreti Sicurezza, ha continuato ad applicare lo stesso pugno duro nel primo anno di carica. Il premier Conte, che per il suo ruolo può essere esaminato nella sede del suo ufficio, sarà sentito a Roma dal Gup di Catania, Nunzio Sarpietro.

Il processo Open Arms

Per quanto riguarda il caso Open Arms, l’accusa è sempre di sequestro di persona aggravato. L’episodio a cui si fa riferimento risale all’agosto 2019, poco prima dello scoppio della crisi di governo, quando la nave della ong spagnola, dopo aver soccorso 163 persone durante tre diverse operazioni di salvataggio, rimase in attesa per 19 giorni con oltre 150 migranti a bordo. Lo sbarco d’urgenza delle persone a Lampedusa fu ordinato dai magistrati di Agrigento a seguito di un’ispezione della nave. I magistrati, ipotizzando reati penali, inviarono il fascicolo alla procura competente di Palermo. Il processo è stato autorizzato dal Senato lo scorso 30 luglio 2020. Inizialmente il divieto di sbarco della Ong fu firmato – anche quella volta – dai ministri Trenta e Toninelli, che però si rifiutarono di firmare i divieti successivi a causa dell’enorme eco mediatica del caso.

Foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI | Matteo Salvini

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