Coronavirus, decreto Natale. Conte: «Decisione sofferta ma necessaria. Subito i ristori per bar e ristoranti» – Il video

Il provvedimento prevede circa 645 milioni di aiuti. «Abbiamo adottato un decreto legge che offre un punto di equilibrio tra la stretta e le deroghe necessarie», ha detto il premier

È arrivato intorno alle 20 il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al decreto sulla stretta contro il Coronavirus per le festività di Natale e Capodanno. L’Italia sarà tutta zona rossa nei giorni festivi e arancione nei prefestivi. «La situazione rimane difficile, il virus continua a circolare dappertutto, si lascia piegare ma non si lascia sconfiggere», ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa convocata dopo il vertice. «La comunità scientifica ha espresso forte preoccupazione per gli assembramenti delle festività natalizie, dobbiamo quindi intervenire per rafforzare le misure necessarie contro il Covid anche in vista della ripresa delle attività di gennaio. Abbiamo adottato un decreto legge che offre un punto di equilibrio tra la stretta e le deroghe necessarie».


Zona rossa e arancione

Il premier ha dunque annunciato la zona rossa in tutta Italia: vietato ogni spostamento tra le regioni nei giorni festivi e prefestivi, vale a dire il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre, 1, 2, 3, 5, 6 gennaio. Si potrà uscire di casa solo per ragioni di lavoro, necessità, salute. Sarà possibile ricevere nella propria casa solo due persone non conviventi. Negli altri giorni feriali (28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio) l’area di rischio sarà arancione. In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all’interno del proprio Comune, senza giustificarne il motivo. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio.


I ristori

«Chi subisce dei danni economici deve essere subito ristorato», ha detto Conte. Rispetto alle chiusure natalizie dell’ultim’ora, il decreto legge appena passato prevede circa 645 milioni di ristori per bar e ristoranti che hanno dovuto abbassare le saracinesche causa Covid. I primi ristori saranno destinati a coloro che hanno chiuso la loro attività a novembre. «Riceveranno il 100% sulla base di quanto già ricevuto sulla base del decreto Rilancio», ha precisato il premier.

«Dobbiamo portare avanti la battaglia contro il virus con determinazione, anche prendendo decisioni non facili – ha detto il capodelegazione del M5S Alfonso Bonafede -. Il Cdm ha adottato misure importanti per queste festività natalizie: ristorando le attività in difficoltà, è necessario fare il possibile per proteggere la salute dei nostri cittadini, con l’obiettivo di ripartire in sicurezza a gennaio». A chiedere lo stanziamento immediato di queste risorse è stato, in particolare, il capo delegazione Pd Dario Franceschini che subito dopo il Consiglio dei ministri ha commentato la nuvoa stretta.

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